La fine di un ciclo

E’ un argomento che mi sta molto a cuore, tant’è che ne avevo già parlato qui e qui (e forse anche da qualche altra parte, ma non sono riuscito a trovarlo!); sto parlando del mio ruolo all’interno dell’Oratorio. Ruolo che, da due anni a questa parte, prima a causa dello studio e poi del lavoro, è andato sempre più scemando, fino ad essere una presenza sporadica di tanto in tanto (maledetti esami…!) Presenza sporadica a parte, quello che mi dà più fastidio (in realtà che mi fa stare male) è che mi sta passando la voglia.

Ora, non so dire se questa situazione è permanente o solo di passaggio, se è dovuta al fatto che tra sabato e domenica ho dormito 5 ore, se è dovuta allo stress causati dal mio temporaneo ruolo di insegnante di fisica che mi ha tenuto occupato nei pomeriggi di questo splendido weekend o chissà da che cosa… Conoscendomi mi viene da dire che con molta probabilità è dovuto alla stanchezza, perchè quando sono stanco divento intrattabile.

Intrattabile a tal punto che aumenta anche il nervosismo (sempre per colpa della stanchezza)… E quindi, ieri sera mentre ero in Oratorio a cercare di fare la presentazione per le attività estive ho pensato che non me ne fregava una beneamata fava, per diversi motivi. E ieri sera, quando poi sono arrivato a casa stanco morto e ho ripensato alla serata ci sono rimasto veramente male, perchè mi è venuto il sospetto che, per il sottoscritto, si stia chiudendo un ciclo; perchè quando si perde l’entusiasmo che si aveva fino a poco tempo prima c’è qualcosa che non va.
E visto che la presentazione delle attività estive è stata compito mio da 6 anni a questa parte, vedere che la mia “creatura” veniva “maltrattata” in questo modo ci sono rimasto male, e la cosa mi ha provocato un po’ di nervosismo.

C’è da spiegare però come sono andati i fatti: gli altri anni io e qualche altra persona ci siedevamo attorno ad un tavolo con tonnellate di fotografie delle attività estive, ci guardavamo e ci dicevamo “Bene, quali foto scegliamo?1 Allora ci mettevamo lì con molta pazienza e guardavamo tutte le foto più e più volte, nell’attesa che ci venisse l’ispirazione per un qualcosa di simpatico o serio. E una volta accesa la miccia tutto era più semplice. E si dividevano le foto in cartelle a seconda dell’argomento, per semplificare il tutto.
Poi veniva la parte più divertente: la creazione della presentazione. E su questo ci ho sempre lavorato io perchè nel gruppo sono quello che con i computer ci sa lavorare un po’ meglio… Bastava semplicemente inserire le foto in powerpoint tutte insieme 2 e poi lavorare sulla musica (la parte più “impegnativa” perchè la scelta di una colonna sonora sembra cosa facile ma non lo è!), ed il gioco era fatto. Questo accadeva quando non lavoravo e avevo tempo da dedicare a quest’attività (cosa che mi caricava in una maniera allucinante! :D ).

Quest’anno, che ahimè lavoro, tutta l’attività iniziale è stata relegata ai più giovani, le cose sono andate in maniera leggermente diversa. Era stato chiesto loro di terminare la parte più brutta (la scelta delle foto) entro mercoledì scorso, così in una settimana tutte le varie presentazioni sarebbero state pronte. Peccato che (purtroppo) non è andata così. Perchè a ieri sera (la presentazione sarà dopodomani) le foto non sono state ancora scelte. E quindi mi sono un po’ sfogato con Alice… Che so benissimo che non è colpa sua, non è colpa di nessuno, perchè poveri ragazzi è il primo anno che fanno questa cosa e quindi non sanno come si fa, però sta di fatto che, due giorni prima della presentazione, non c’è ancora niente di pronto.

E la cosa che mi ha fatto più male, ripensandoci con il senno di poi, è stata la frase che ho pensato mentre stanco morto, cercavo di parlare con Alice con un tono di voce che non facesse trasparire la mia rabbia. Che, ripeto, non è rabbia nei suoi confronti, ma in generale. E’ stato quel “Ma che cazzo me ne frega, se non hanno scelto le foto sono cavoli loro.” che mi ha fatto male, non il fatto che la presentazione non è pronta; perchè quella, bella o brutta che venga, in un modo o nell’altro si prepara. A mente fredda, nel mio letto, ho capito che quella frase, forse, ha segnato l’inizio della fine. Perchè ancora adesso, a distanza di 12 ore, mi viene da pensare che non me ne frega niente.

Ma forse è la stanchezza che gioca ancora brutti scherzi; perchè sono ancora stanco morto.

Note
  1. Veramente dicevamo qualcosa tipo “Cazzo, quante foto sono? Oh, ma non possiamo farle scegliere a qualcun altro?” ma poi le sceglievamo noi ^top
  2. Questa è stata una cosa che ho imparato con il tempo e con l’esperienza, perchè i primi anni era una morte aggiungere le foto una ad una! ^top

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