L’amico è
Sep 3, 2009 Ordinary life, Serietà
Spero di non ricevere critiche da nessuno in particolare, ma prenderò spunto da una telefonata della settimana scorsa; questa telefonata ha fatto scattare in me una leggera molla che, sul subito, ha provocato una valanga di pensieri che ho avuto difficoltà a contenere. E quindi, per tutto il viaggio in pullman, ho rimuginato su questa cosa che poi, ovviamente, è andata scemando, lasciandosi dietro un debole eco che cercherò di ri-amplificare.
Questo debole eco riguarda l’amicizia, con annessi e connessi.
La prima cosa che mi viene in mente riguarda subito l’uso (secondo me improprio) del termine amico sui vari social networks: volete davvero farmi credere che su facebook avete 200 amici? Quanti sono amici veri e quanti sono semplici conoscenti? Volete farmi credere che parlate dei vostri più intimi segreti e confidenze con tutte e 200 queste persone?
Facendo due conti molto veloci il sottoscritto considera Amici (con la maiuscola) sicuramente 4 persone, con una possibile espansione a massimo 10 persone. Ma questa “espansione” porta ad un abbassamento di livello da Amici (con la maiuscola) ad amici (senza maiuscola); tutti gli altri sono conoscenti.
Reputo la differenza tra le due categorie abbastanza sostanziale: perchè mentre con i primi mi sento libero di parlare di tutto quello che voglio (anche di cose che all’apparenza potrebbero sembrare stupide ma per il sottoscritto non lo sono), e so di essere ascoltato, capito e di ricevere all’occorrenza consigli sinceri, con gli altri questo genere di discorsi non riesco a farli. E qui bisogna distinguere due casi: o sono io che non voglio fare certi discorsi (mea culpa, perchè magari non mi fido) oppure sono gli altri che sono poco o per niente interessati; e questa è la cosa peggiore. Magari sono io che sbaglio e non faccio capire agli altri che il discorso che sto facendo per me è importante…
Però, una volta ogni tanto, ognuno ha il bisogno di sfogarsi perchè accumula tensione; ma se nessuno ti ascolta? Alla fine scoppi! E, come in tutte le esplosioni, vengono poi coinvolte anche persone che c’entrano poco o niente!
PS.
Ho cercato di riprendere, e purtroppo l’ho fatto molto malamente, qualcosa che avevo in mente una settimana fa; avevo una vaga idea di quello che volevo scrivere, ma purtroppo non è venuto fuori quello che volevo. Rileggendo il tutto mi viene da pensare che questo discorsone non porterà da nessuna parte, perchè mi sembra molto contorto e vuoto (avevo in mente molto altro)…
Tanto poi, alla fine, gli amici veri si vedono nel momento del bisogno. E quindi che problema c’è?
Io da poco ho scoperto che un collega che ritenevo un amico di quelli con la A maiuscola, a cui ho confidato anche le cose più private, in realtà non lo era proprio. Mi ha semplicemente “usata” in quanto ho un ottimo rapporto con il nostro capo e quindi poteva carpire da me più informazioni che da chiunque altro. Mi fa davvero schifo!!! Avrei tanto voglia di dirglielo ma forse finirei per fare ancora il suo gioco, probabilmente è meglio fare finta di niente anche se è davvero pesante…
Problemi del genere fortunatamente non ne ho mai avuti!
Dipende da cosa gli hai confidato, comunque se era un modo (l’unico) per fare carriera potrei capirlo… Anche se, eticamente parlando, è una merda (non conosco la persona, quindi non la giudico, giudico il suo comportamento!)…
No non era un modo per fare carriera ma solo per ingraziarsi il ns capo (donna). E dire che più di una volta ho messo in luce i suoi lavori con lei…ad ogni modo ho imparato la lezione, vedrai. Concordo con te anche se toglierei il po’
Già tolto!