Ratatouille
Sep 28, 2009 Life teaching

Tutti i bambini amano i cartoni animati, e io non ho mai fatto eccezione. L’eccezione potrei farla adesso quando, a 23 anni, sono ancora un amante dei cartoni animati. Al punto che non me ne perdo uno e, appena escono al cinema, me li vado a vedere. Perché sono più che convinto che i film di animazione degli ultimi anni (diciamo da Tarzan in poi, anche se quelli prima non li ho ancora visti) non siano per bambini, ma per adulti; sì, sono fatti per far divertire i bambini, ok, ma contengono messaggi che solamente gli adulti sono in grado di comprendere…
Ricordo benissimo due anni fa quando siamo andati a vedere Ratatouille: uno splendido film di (stupenda) animazione di due ore o poco più; mi aveva colpito (da pelle d’oca, giuro) una delle frasi finali del film, che però non ero più riuscito a ricordare. Comunque il film mi era piaciuto a tal punto che avevo deciso che la faccia di Remy sarebbe diventata l’icona dei miei commenti.
Ieri sera ho colto il fatto che su Canale 5 non ci fosse Dr. House per andare in sala a (ri)gustarmi questo splendido capolavoro Disney Pixar. Non mi ricordavo fosse così bello… Grafica a parte, mi ha fatto veramente riflettere; mi dispiace solo che non mi ricordo tutti gli spunti che mi ha dato, perché ero troppo intento a guardare il film!
Due sono i momenti che mi ricordo particolarmente: il primo, quando il padre di Remy cerca di convincere il topolino che fidarsi degli umani è sbagliato, perché sono loro i padroni. Ma il protagonista non crede a quello che dice il padre, e tra i due c’è questo scambio di battute:
[…]
P. Il mondo in cui viviamo appartiene al nemico: dobbiamo vivere con cautela, e dobbiamo proteggere i nostri simili, perché alla resa dei conti su di loro puoi contare.
R. No…
P. Come?
R. No! Papà, io non ci credo! Mi stai dicendo che il futuro è… che il futuro può essere soltanto questo?
P. Sì. E’ così che stanno le cose. Non puoi cambiare la natura!
R. Cambiare fa parte della natura! E’ la parte della natura che possiamo influenzare… E comincia soltanto quando lo decidiamo noi.
P. Dove vai?
R. Con un po’ di fortuna… avanti.
Come in tutti i film però la parte più bella arriva verso la fine, quando Anton Ego, il critico, scrive la sua opinione sul ristorante. Bisogna spiegare che al ristorante in questione, il critico aveva tolto una stella perché era diventato “mediocre”; con l’arrivo di Linguini, il cuoco imbranato, e soprattutto del topolino Remy però il ristorante riacquista notorietà. Il critico decide allora di tornare per scrivere un’altra recensione, e non chiede piatti prelibati, succulenti o chissà cosa; lascia che sia lo chef a decidere, portandogli quello che vuole. Il piccolo topolino decide per una Ratatouille: un semplicissimo piatto di verdure.
Semplicissimo a tal punto che al critico torna in mente la sua infanzia, e rimane strabiliato dalla bontà del piatto. Dopo aver scoperto che l’artefice della prelibatezza è un topolino di campagna, scrive questa recensione:
Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere; ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero, ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni; al nuovo servono sostenitori. Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo: un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cena sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull’alta cucina è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere. In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau “Chiunque può cucinare“. Ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. È difficile immaginare origini più umili del genio che guida il ristorante Gousteau, e secondo l’opinione di chi scrive è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia. Tornerò presto al ristorante Gousteau di cui non sarò mai sazio.
Dato che prestavo poca attenzione a quello che mi suggeriva la mente (a tal proposito, se e quando avrò tempo me lo riguarderò ancora, almeno ci ragionerò su come si deve…) ho solamente idee confuse, che quindi non mi va di approfondire.
Una piccola parentesi sul discordo della semplicità devo però farlo: le cose semplici sono sempre le più belle, le più carine e le migliori. Dobbiamo cercare di volare bassi, e di non puntare troppo in alto, altrimenti si rischia di perdere la bellezza delle cose, anche (e soprattutto) di quelle più semplici! Non dobbiamo cercare di strafare per farci vedere quello che non siamo, anzi! Meglio stare un pochettino nell’ombra ma essere noi stessi… Un po’ come quel cartone nel quale si racconta la storia di un topolino che moriva dalla voglia di fare il cuoco!
Gran bel film peccato che duri così tanto…il mio bimbo più piccolo dopo un’ora e mezza non ne poteva più.
Una delle scene che i miei bimbi ricordano ancora è quando Ratatoille va sul tetto e di notte vede la torre Eifel e Parigi tutta illuminata.
A proposito di cartoni fatti più per adulti che non per bambini mi viene in mente “Le avventure del topino Desperaux”. Splendide immagini e delle scene indimenticabili (tra cui il topino che va a scuola per imparare ad avere paura). Ti piacerebbe, credo.
Il tuo bimbo più piccolo avrà un ottimo motivo per riguardarselo, allora!
Di Desperaux avevo visto il trailer al cinema e mi ero ripromesso di guardarlo, cosa che poi non ho fatto…
Vedrò di trovare un po’ di tempo!
Maybe Ratatouille is more of a kids film, but Pixar films are always so good. Brad Bird did a fantastic job with the film. The animation was outstanding.
Penso che i film della Pixar non siano solo “da bambini”; però con il fatto che i bambini per andare al cinema hanno bisogno degli adulti i geni (perchè questo sono) della Pixar parlano di argomenti che fanno sì divertire i bambini ma danno tanto da ragionare ai più grandi!