Ricordi di un appello di matematica
Sep 25, 2009 Life teaching, Ordinary life, Università
Mi è venuto in mente di un episodio successo un paio di anni fa, quando ancora dovevo passare matematica. Era estate (perché gli appelli di matematica li ho sempre dati d’estate, tranne quando l’ho passato che era il 29 gennaio!) e io avevo appena finito di dare matematica; ricordo benissimo la delusione di quel giorno dovuta al fatto che, per l’ennesima volta, l’esame mi era andato male.
E durante il tragitto dall’università all’appartamento sono andato a braccetto con la tristezza e l’angoscia: avevo un groppone in gola allucinante che se ne stava lì fermo, non andava né su né giù, e non sapevo cosa fare. Volevo fare qualcosa perché in quei momenti era una situazione invivibile. Allora mi sono deciso e ho detto: “Va bene. Se questa cosa da sola non ne vuole sapere di muoversi, la faccio muovere io”. Quindi durante quella mezz’oretta che sembrava interminabile ho ascoltato le canzoni più tristi e mielose che avevo sull’iPod, per cercare di smuovere quella cosa in gola. Ho fatto di tutto per non farla andare via e fermarla lì, appena sotto la gola, finchè non sono arrivato in appartamento, ho chiuso la porta, mi sono buttato sul letto e, ancora con la musica alle orecchie, mi sono lasciato andare.
Perché in quei momenti vedi tutto grigio, nero, buio, ti crolla tutto addosso, ti senti impotente e non sai spiegarti perché certe cose debbano capitare a te e non al tuo vicino di banco o a quella persona che ti sta sulle scatole, che cos’hai fatto per meritarti l’ennesima delusione universitaria… Ti passa la voglia di fare qualsiasi cosa, anche solo guardare la tele; non sai più cosa fare perché ti senti un fallito, mandi tutti a quel paese perché sei nervoso, manderesti volentieri tutto a quel paese, dicendo “Chi me lo fa fare?”, pianteresti gli studi e andresti a lavorare, che almeno lì non c’è più da studiare…
Però le lacrime pian piano finiscono, aiutate da un paio di telefonate liberatorie, magari della mamma e della tua ragazza che chiedono com’è andata… E con loro, le due donne della tua vita, ti sfoghi, dici loro quello che pensi: che ti senti uno schifo, che non capisci a cosa cacchio serve matematica in un corso di informatica e tutto il resto. E ti calmi, riprendendo possesso delle tue facoltà mentali e fisiche. Grazie a loro, alle donne della tua vita, così diverse eppure così uguali perché dicono le stesse cose in due modi leggermente diversi, la tua mente ricomincia a funzionare a dovere…
Razionalmente inizi a pensare che è giusto che andasse così, che non passare un esame non è la fine del mondo, sai benissimo che Qualcuno lassù ha voluto così perché ha dei piani per ognuno di noi, che avrai altre possibilità. Da persona intelligente inizi ad analizzare il tuo recente fallimento: forse non ti eri preparato a dovere, forse ti è andato male quell’esercizio perché hai messo un numero che non doveva andare lì.
Di una cosa sei sicuro: che hai dato il massimo, e questo ti consola più di ogni altra cosa. Allora, sorridente per la prima volta dopo più di un’ora sorridi, ti alzi dal letto, vai a mangiare qualche dolciume in cucina perché ti è anche venuta fame e non vedi l’ora che i tuoi coinquilini rientrino per sparare cavolate come tutte le sere e ridere in compagnia.
PS. Lo spunto, oltre a qualche avvenimento recente, mi è venuto rileggendo per puro caso questo commento (e i successivi).
Quello che voglio
Aug 2, 2009 Ordinary life, Università
Adesso posso fare quello che voglio!
Il motivo è semplice: non devo pià dare esami, perchè ho finalmente passato statistica!
E’ stata dura, molto dura, perchè le cose da sapere erano tante, anche se l’argomento dell’esame si sapeva: la distribuzione normale. Che, logicamente, era l’argomento più difficile.
Nonostante questo non mi sono dato per vinto, anche se prima di fare l’orale ho pensato di non farcela… Però ho cercato di mantenere la calma e sono riuscito a districarmi in maniera decente tra mostri dai nomi strani (Bernoulli, Cebyšëv) e teoremi apparentemente impossibili…
Con questo ho finito tutti gli esami, e adesso devo prepararmi per il boss finale… La discussione della tesi!
Di questo inizierò a preoccuparmi a settembre, però! Adesso voglio godermi un mese di meritate vacanze!!!
Tags: esami, guerra universitaria
E statistica è andata…
Apr 8, 2009 Università
… a quel paese!
Avrei dovuto darla oggi, ma non ho avuto il tempo materiale per studiare tutto…
Quindi slitta al 10 giugno. Spero in 2 mesi di riuscire a prepararlo come si deve, e se non dovessi riuscirci ci riproverò a luglio, tanto non ho fretta!
Nel frattempo inizio a prepararmi spiritualmente per il weekend a Milano Marittima!
Seguiranno news a riguardo!
Pioggia di ricordi
Mar 10, 2009 Università
Stamattina sono tornato in Comelico per la prima volta dopo ben 8 mesi! Visto che avevo un po’ di tempo a disposizione ho deciso di andarci a piedi (non da casa mia, da piazzale Lodi…) per fare un po’ di moto, cosa che purtroppo non riesco più a fare da qualche tempo a questa parte…
Inconsciamente, durante il breve tragitto, la mia testolina ha cominciato a ripescare dalla memoria tantissimi episodi legati all’università e a quel tratto di strada: cosi mi sono ritrovato a pensare a quella volta che siamo andati a pranzare in quella pizzeria napoletana, a tutte i panini mangiati da Hot Doggy, a quel giorno che il professore di Psicologia Cognitiva mi ha chiesto di andare a fare delle fotocopie… Allora mi sono detto:”Adesso che arrivo in Comelico scrivo, perchè voglio ricordarmi di questo giorno!“
Sono riuscito a trovare il tempo di scrivere solo adesso perchè, sorpresa delle sorprese, ho ritrovato tutti i miei amici dell’università: Luca, che stranamente non mi ha tormentato con la storia del “Perchè non vieni in palestra con me, così diventi un armadio?“, Edoardo, con il quale sono ancora in contatto per problemi legati al blog, Damiano, che non vedevo più forse da più di un anno, Diego, Michele e Vittorio!
La cosa mi ha fatto un piacere immenso! Casualmente dovevamo andare quasi tutti dalla stessa professoressa, e quindi ci siamo tenuti compagnia tutta la mattina, parlando di tutto quello che abbiamo vissuto durante questi anni di lezioni.
Mamma mia quanti bei ricordi (ne scriverei qualcuno, ma poi so già che mi verrebbe da scriverli tutti…)!
Grazie anche a voi ragazzi, che mi avete “tenuto compagnia” durante questi anni… Soprattutto perchè è anche un po’ merito vostro se adesso sono quel che sono! E mi raccomando, vediamo di organizzare un’uscita al cinema ogni tanto… Come ai bei tempi!!!
La quinta è quella buona!
Jan 20, 2009 Università
Ed è così che ieri c’è stata l’ennesima battaglia, forse la più ardua di tutte.
Quella contro la matematica.
Ormai era una battaglia che durava da tre anni, dal primo anno! Complice un viaggio a Roma avevo preso la cosa sottogamba, e quindi ero riuscito a non passare il primo compitino che tanto arriva fino alle derivate, in due giorni riesco a studiarla!
Quindi ero tornato da Roma due giorni prima apposta per studiare matematica; peccato che, com’è logico, non avevo capito niente. Così il 13 giugno di due anni fa mi sono trovato a dare l’esame di matematica per la prima volta. Poi a luglio una seconda, e a settembre una terza.
L’anno dopo ancora, ma questa volta solo a settembre (giustamente avevo anche gli altri esami da dare, e ho preferito dare la precedenza a quelli!), anche se il risultato non è cambiato.
Allora avevo deciso di accantonare il tutto, e di lasciare questo maledettissimo esame in fondo!
Ed è così che da ormai 3 mesi vivevo in funzione della matematica. Si può dire che
visto che ero stato Reimanndato tre volte all’esame, mentre cercavo di integrarmi al Lagrange con il programma avevo fatto una serie di cose al limite delle possibilità, e quindi ero finito all’Hopital perchè mi sentivo Cauchy Cauchy 1
Scherzi a parte, da due mesi a questa parte ho passato i sabati mattina e le vacanze di Natale a studiare matematica, perchè volevo passare quest’esame.
Alla fine ce l’ho fatta, ma che fatica!
Integrali, serie, derivate, limiti, estremi, domini, radici, esponenti, logaritmi… Lascia stare!
Ce l’ho fatta anche (e soprattutto) grazie alla gentilezza e all’immensa pazienza di Lucia, che mi è stata sempre dietro, mi ha sempre aiutato e si è sempre dimostrata disponibile al 1000%, davvero un tesoro!
Grazie mille Lucia!!!
Note
- La citazione originale è di Cecilia (tralaltro detta proprio a Roma!), ma da me leggermente modificata! ^top
Tags: esami, guerra universitaria, studio