Sulle presentazioni fotografiche

Solo ieri avevo parlato della probabile fine di un ciclo… Adesso, a poco più di 24 ore di distanza da quanto scritto, mi sento di dire che è stato tutto uno scherzo della stanchezza. Perchè ieri ero veramente stanco e, si sa, la stanchezza fa pensare o dire cose che in realtà non si pensano; o meglio, si pensano, ma ragionandoci poi a mente fresca ci si accorge che non la si pensava proprio in quel modo.

E così ieri sera sono andato in Oratorio per preparare quella maledettissima presentazione, già con il pensiero di trovare chissà che cosa e di metterci chissà quanto tempo. E invece no.
Perchè tutte le fotografie scelte erano ordinatamente divise in cartelle! Gioia, gaudio e tripudio! Finalmente un lavoro come si deve! :grin:

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La fine di un ciclo

E’ un argomento che mi sta molto a cuore, tant’è che ne avevo già parlato qui e qui (e forse anche da qualche altra parte, ma non sono riuscito a trovarlo!); sto parlando del mio ruolo all’interno dell’Oratorio. Ruolo che, da due anni a questa parte, prima a causa dello studio e poi del lavoro, è andato sempre più scemando, fino ad essere una presenza sporadica di tanto in tanto (maledetti esami…!) Presenza sporadica a parte, quello che mi dà più fastidio (in realtà che mi fa stare male) è che mi sta passando la voglia.

Ora, non so dire se questa situazione è permanente o solo di passaggio, se è dovuta al fatto che tra sabato e domenica ho dormito 5 ore, se è dovuta allo stress causati dal mio temporaneo ruolo di insegnante di fisica che mi ha tenuto occupato nei pomeriggi di questo splendido weekend o chissà da che cosa… Conoscendomi mi viene da dire che con molta probabilità è dovuto alla stanchezza, perchè quando sono stanco divento intrattabile.

Intrattabile a tal punto che aumenta anche il nervosismo (sempre per colpa della stanchezza)… E quindi, ieri sera mentre ero in Oratorio a cercare di fare la presentazione per le attività estive ho pensato che non me ne fregava una beneamata fava, per diversi motivi. E ieri sera, quando poi sono arrivato a casa stanco morto e ho ripensato alla serata ci sono rimasto veramente male, perchè mi è venuto il sospetto che, per il sottoscritto, si stia chiudendo un ciclo; perchè quando si perde l’entusiasmo che si aveva fino a poco tempo prima c’è qualcosa che non va.
E visto che la presentazione delle attività estive è stata compito mio da 6 anni a questa parte, vedere che la mia “creatura” veniva “maltrattata” in questo modo ci sono rimasto male, e la cosa mi ha provocato un po’ di nervosismo.

C’è da spiegare però come sono andati i fatti: gli altri anni io e qualche altra persona ci siedevamo attorno ad un tavolo con tonnellate di fotografie delle attività estive, ci guardavamo e ci dicevamo “Bene, quali foto scegliamo?1 Allora ci mettevamo lì con molta pazienza e guardavamo tutte le foto più e più volte, nell’attesa che ci venisse l’ispirazione per un qualcosa di simpatico o serio. E una volta accesa la miccia tutto era più semplice. E si dividevano le foto in cartelle a seconda dell’argomento, per semplificare il tutto.
Poi veniva la parte più divertente: la creazione della presentazione. E su questo ci ho sempre lavorato io perchè nel gruppo sono quello che con i computer ci sa lavorare un po’ meglio… Bastava semplicemente inserire le foto in powerpoint tutte insieme 2 e poi lavorare sulla musica (la parte più “impegnativa” perchè la scelta di una colonna sonora sembra cosa facile ma non lo è!), ed il gioco era fatto. Questo accadeva quando non lavoravo e avevo tempo da dedicare a quest’attività (cosa che mi caricava in una maniera allucinante! :D ).

Quest’anno, che ahimè lavoro, tutta l’attività iniziale è stata relegata ai più giovani, le cose sono andate in maniera leggermente diversa. Era stato chiesto loro di terminare la parte più brutta (la scelta delle foto) entro mercoledì scorso, così in una settimana tutte le varie presentazioni sarebbero state pronte. Peccato che (purtroppo) non è andata così. Perchè a ieri sera (la presentazione sarà dopodomani) le foto non sono state ancora scelte. E quindi mi sono un po’ sfogato con Alice… Che so benissimo che non è colpa sua, non è colpa di nessuno, perchè poveri ragazzi è il primo anno che fanno questa cosa e quindi non sanno come si fa, però sta di fatto che, due giorni prima della presentazione, non c’è ancora niente di pronto.

E la cosa che mi ha fatto più male, ripensandoci con il senno di poi, è stata la frase che ho pensato mentre stanco morto, cercavo di parlare con Alice con un tono di voce che non facesse trasparire la mia rabbia. Che, ripeto, non è rabbia nei suoi confronti, ma in generale. E’ stato quel “Ma che cazzo me ne frega, se non hanno scelto le foto sono cavoli loro.” che mi ha fatto male, non il fatto che la presentazione non è pronta; perchè quella, bella o brutta che venga, in un modo o nell’altro si prepara. A mente fredda, nel mio letto, ho capito che quella frase, forse, ha segnato l’inizio della fine. Perchè ancora adesso, a distanza di 12 ore, mi viene da pensare che non me ne frega niente.

Ma forse è la stanchezza che gioca ancora brutti scherzi; perchè sono ancora stanco morto.

Note
  1. Veramente dicevamo qualcosa tipo “Cazzo, quante foto sono? Oh, ma non possiamo farle scegliere a qualcun altro?” ma poi le sceglievamo noi ^top
  2. Questa è stata una cosa che ho imparato con il tempo e con l’esperienza, perchè i primi anni era una morte aggiungere le foto una ad una! ^top

Quello che non ti aspetti

Sbagliando, lo so. Ma una cosa del genere non me la sarei mai aspettata.

Ieri sera c’è stata la grigliata in Oratorio per la conclusione del Grest, e mai avrei pensato che sarebbe venuta fuori una serata meravigliosa come quella di ieri sera.

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Festa a sorpresa

Visto che sto quasi impazzendo per l’orale di statistica per domani mi svago pensando a cose belle! Soprattutto a cose belle e che non ti aspetti! O meglio, che te le aspetti ma non così.

Come la festa a sorpresa che mi ha (ci hanno, visto che era per me e per Grazia) organizzato la mia splendida ragazza sabato sera! Inizialmente il programma prevedeva di andare a mangiare in piadineria, ma con una scusa ci siamo trovati nei pressi dell’Oratorio, ci hanno bendati e dopo averci fatto girare per farci “perdere l’orientamento” ci hanno condotto (a nostra insaputa!) in Oratorio…

E lì, sorpresa delle sorprese, c’erano tutti quanti pronti ad aspettarci per festeggiare e mangiare a sbafo in puro stile self service: un mega tavolone con su i più svariati cibi…

Quindi ringrazio tutti per la splendida festa, e spero di non dover aspettare il prossimo compleanno per poterci ritrovare tutti insieme e passare una serata come quella di sabato!

Tutti i partecipanti alla festa!

Tutti i partecipanti alla festa!

Adesso, ahimè, mi tocca tornare a ripassare statistica…

Stress

Perdonatemi, ma non ce la faccio più. Tra la stanchezza per un po’ di sonno arretrato, la tensione per l’orale che avrò giovedì (che se lo passo mi va proprio di culo) e la festa dell’Oratorio che è iniziata ieri (a proposito, questo è il blog dell’oratorio del mio paese) con annesso nervosismo, che per fortuna è sceso a livelli accettabili, sono stressato da far paura…

Perchè (fortuna o sfortuna) mi è stato insegnato ad essere disponibile nell’aiutare gli altri, e per mia natura se una cosa mi sta a cuore ci metto tutto me stesso per far si che questa cosa venga fatta al meglio (infatti lo studio non mi sta a cuore!). Questo mi porta ad un incazzatura di un certo livello quando da 30 che potremmo essere per fare un lavoro ci si ritrova solo in 10, se non di meno.

Per mercoledì devo preparare anche una serie di presentazioni delle attività estive, comprensive di discorso introduttivo e musica di sottofondo. Peccato che devo ancora metterci su le mani. Peccato che giovedì ho un orale e che devo ancora mettermi sotto per ripassare. Peccato che non ce la faccio più. Peccato che non posso non farcela più, perchè ci tengo a questa cosa… Peccato che ho questa sorta di nervoso inaspettato ed inatteso che mi fa veder grigio scuro anche il bianco più bianco (per il nero lasciamo perdere!). Peccato che a giovedì mancano ancora 4 giorni…

Poi, magari, un po’ di pace.