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	<title>Marco Vergagni&#039;s Blog &#187; Serietà</title>
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	<description>Non tutti possono diventare grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque!</description>
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		<title>Bestemmie orwelliane e calcistiche</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Non capisco questa &#8220;diversità&#8221; di comportamento di quelli che mi viene da definire &#8220;cattolicissimi&#8221;.
Perchè appena uno in televisione nomina il nome di Cristo in una frase che potrebbe anche non essere considerata bestemmia (perchè a mio modestissimo parere non la considero tale) i fedelissimi della religione cattolica si scagliano contro la redazione del Grande Fratello minacciando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco questa &#8220;diversità&#8221; di comportamento di quelli che mi viene da definire &#8220;cattolicissimi&#8221;.</p>
<p>Perchè appena uno in televisione nomina il nome di Cristo in una frase che potrebbe anche non essere considerata bestemmia (perchè a mio modestissimo parere non la considero tale) i fedelissimi della religione cattolica si scagliano contro la redazione del Grande Fratello minacciando di morte autori, presentatrice, truccatori, macchinisti, pubblico e tutti quelli che erano negli intorni dello studio ma <strong>nessuno di loro</strong> dice niente sulla bestemmia che Buffon <sup class='footnote'><a href='#fn-482-1' id='fnref-482-1'>1</a></sup> ha pronunciato dopo il gol preso nella partita contro il Genoa?</p>
<p>Non dovrebbe esserci una mobilitazione di massa nei confronti della dirigenza bianconera, del magazziniere, del giardiniere di Bettega e dell&#8217;autista del pullman anche nel secondo caso, data l&#8217;importanza mediatica che ha Buffon nei confronti di Massimo Scattarella? Visto che, sempre a mio modestissimo parere, Buffon è da prendere come esempio molto più di <em>Pitbull </em>(e sicuramente viene preso come esempio da più persone)?</p>
<p>Mah!
<div class='footnotes'>
<h5>Note</h5>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-482-1'>Cito lui perchè è suo l&#8217;episodio più recente, ma ce ne sarebbero molti altri. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-482-1'>^top</a></span></li>
</ol>
</div>
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		<title>Amici nel deserto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[storielle]]></category>

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		<description><![CDATA[Due amici stavano camminando nel deserto. Ad un certo punto del viaggio, i due hanno avuto una discussione e uno dei due ha schiaffeggiato l&#8217;altro.
La persona che ha ricevuto lo schiaffo ci è rimasto molto male, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: &#8220;Oggi il mio migliore amico mi ha dato uno schiaffo in faccia.&#8221;
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Due amici stavano camminando nel deserto. Ad un certo punto del viaggio, i due hanno avuto una discussione e uno dei due ha schiaffeggiato l&#8217;altro.<br />
La persona che ha ricevuto lo schiaffo ci è rimasto molto male, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: &#8220;<em>Oggi il mio migliore amico mi ha dato uno schiaffo in faccia.&#8221;</em></p>
<p>I due hanno continuato a camminare, finché non sono giunti ad un&#8217;oasi, dove hanno deciso di fare un bagno. Quello che ha ricevuto lo schiaffo è rimasto bloccato nelle sabbie mobili e stava per annegare, ma viene salvato dall&#8217;amico.<br />
Dopo essersi ripreso scrisse su una pietra: &#8220;<em>Oggi il mio migliore amico mi ha salvato la vita.&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;amico che aveva schiaffeggiato e salvato il suo migliore amico gli chiese: &#8220;Dopo che ti ho fatto male hai scritto nella sabbia, e ora scrivi su una pietra, perché?&#8221;</p>
<p>L&#8217;amico rispose: &#8220;<strong>Quando qualcuno ci ferisce dovremmo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possono cancellare. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra dove nessun vento potrà mai cancellarlo</strong>&#8220;.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Sì al Crocifisso</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 07:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza di Strasburgo mi ha dato da pensare, e non poco... E mi ha fatto anche tremendamente incazzare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/crocifisso.jpg" rel="lightbox[460]"><img class="alignright size-medium wp-image-461" title="crocifisso" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/crocifisso-225x300.jpg" alt="crocifisso" width="225" height="300" /></a>Questa cosa mi dà fastidio, e non poco, per tanti motivi.</p>
<p>Ad esempio vorrei capire quale ragionamento hanno fatto quei coglioni che stanno a Strasburgo per dire una cazzata mostruosa come quella di ieri: &#8220;<em>Via il crocifisso nelle scuole perchè viola la libertà religiosa</em>&#8220;. E tutto questo perchè? Perchè una t***a italiana di origini finlandesi 7 anni fa ha deciso che il crocifisso dà fastidio ai suoi figli e aveva chiesto alla direzione della scuola frequentata da quei poveri bambini (<em>poveri</em> perchè si ritrovano con una mamma del genere) di togliere il crocifisso.<br />
Ovviamente nessuno aveva dato ragione alla tizia in questione che, offesa, incazzata e decisa a portare avanti le sue convinzioni di merda, è arrivata fino a Strasburgo, dove ha incontrato delle teste di cazzo come lei che hanno detto che è nel giusto.</p>
<p>Allora mi chiedo cosa succederebbe se dovessi fare ricorso a chissà chi perchè la presenza di questa signora nel mio Stato mi dà fastidio. La cacciano dall&#8217;Italia? La multano? Il minimo che mi aspetto è che questa sentenza venga estesa a tutti gli stati, solamente per coerenza.</p>
<p>Ok, sono cattolico e quindi di parte in questa vicenda, ma sinceramente non ci vedo niente di male in un simbolo appeso ad una parete: per me ha un significato particolare, per altri è semplicemente un oggetto appeso al muro, ma credo che arrivare a dire che &#8220;<em>viola il diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni</em>&#8221; sia una cosa un po&#8217; troppo esagerata&#8230;</p>
<p>Purtroppo, però, stiamo andando sempre peggio, e queste (grandi) piccole cose ne sono la prova&#8230; Bella società che stiamo costruendo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Koda fratello Orso #1</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 14:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[cartoni]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarebbe moltissimo da dire su quello che penso sia il miglior film della Disney... Un film che fa riflettere sull'Amore, argomento del quale ci sarebbe da parlare per anni e anni. Io inizio a dire qualcosina di quello che mi passa in testa prendendo spunto dalla canzone finale del film, Look Through My Eyes.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-439" title="kodaloc" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/kodaloc.jpg" alt="kodaloc" width="130" height="187" />E’ dal 2003 che ho in testa pensieri su questa canzone (ma soprattutto su questo film). Il film è <strong>Koda Fratello Orso</strong> (tanto per cambiare un cartone animato <img src='http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/plugins/smilies-themer/Mazes/Laugh.png' alt=':D' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Per puro caso oggi mi sono ritrovato a guardare su youtube il video di Phil Collins della colonna sonora del film, <em>Look Through My Eyes</em>, che mi ha sempre emozionato perché è semplicemente fantastica; accoppiata al film, poi è da pelle d’oca. La stessa pelle d’oca che mi accompagna ogni volta che chiudo gli occhi e ascolto questa canzone pensando al significato (soprattutto nel finale, quando c’è una sovrapposizione di voci che crea frasi a mio parere molto “suggestive”). A differenza delle altre volte, però, insieme alla pelle d’oca c’è anche stato un inspiegabile tuffo al cuore, che mi ha portato a iniziare a scrivere.</p>
<p>Inizio a scrivere partendo da lontano, da un ragazzo, Kenai, che aspetta il rito di consegna del totem, che dovrà guidarlo per tutta la sua vita. Le aspettative sono tante, il giovane si aspetta un totem “gagliardo”, e cosa gli capita? <strong>L’orso dell’Amore</strong>! Peccato che il nostro amico abbia un “odio” particolare verso gli orsi, che gli hanno appena rovinato il banchetto con il quale avrebbe dovuto festeggiare il passaggio all’età adulta.<br />
E quindi parte la caccia all’orso, semplicemente per vendetta, in quanto “<em>gli orsi non amano nessuno, non pensano e non hanno sentimenti</em>”. Mai frase fu più sbagliata di questa. Perché dopo il combattimento gli spiriti della montagna trasformeranno il nostro Kenai proprio in un orso.</p>
<p>Arriva il momento in cui Kenai deve guardare le cose da un altro punto di vista: quello di un orso, l’animale che lui ha odiato e cacciato fino a poco prima. Ma cambiare prospettiva non è per niente facile.<br />
E’ grazie all’incontro con Koda, un simpatico orsetto che sta andando al raduno del salmone, che Kenai avrà modo di adattarsi a questo nuovo mondo e di ricredersi sulla frase detta prima della trasformazione. Mi verrebbe da dilungarmi raccontando tutto il film fotogramma per fotogramma, ma non mi sembra il caso… Ve lo consiglio vivamente, guardatelo da soli, con i vostri figli, con i vostri amici, con chi volete, ma, vi prego, <strong>guardatelo</strong>!</p>
<p>Mi viene invece da soffermarmi sul tema centrale del film prendendo spunto dalla canzone: <strong>l’Amore</strong>. E mi viene in mente che questa canzone può essere dedicata da una persona al proprio partner; perché quando si è in una coppia bisogna farsi forza a vicenda. E’ quindi normale che, in alcuni momenti si dica <em>N</em><em>on scappare, non nasconderti / Andrà tutto bene, vedrai, credimi / Sarò lì a vegliare su di te</em>.</p>
<p>Da persona credente quale sono, poi, mi viene ancora di più la pelle d’oca se penso al ritornello e se penso che è quello che potrebbe dirci il buon Gesù di Nazareth (ma anche tutta la canzone, non solo il ritornello!); perché, personalmente, ho bisogno di credere in Qualcuno che stia sopra di noi, che ci aiuti e ci guidi nei momenti del bisogno, Qualcuno a cui aggrapparmi quando sono in difficoltà, quando ho qualcosa che non va.</p>
<p>E se ripenso a Koda, all’orsetto innocente mi viene anche in mente che non dobbiamo buttarci troppo giù quando ci succede qualcosa di brutto: dobbiamo sempre avere la forza di rialzarci e andare avanti a testa alta. Perché ogni cosa brutta che ci succede, se analizzata con calma, sicuramente diventerà occasione di crescita, per noi e per quelli che ci stanno vicino.</p>
<blockquote><p>[...]<br />
Kenai: Mio fratello è uno spirito. Se non fosse per lui non sarei qui.<br />
Koda: Cosa gli è capitato?<br />
Kenai: E’ stato ucciso da un… mostro!<br />
Koda: Come si chiama?<br />
Kenai: Sitka.<br />
Koda: Grazie Sitka. Se non fosse stato per te non avrei mai conosciuto Kenai. Ho sempre desiderato avere un fratello!</p></blockquote>
<p>Credo anche che l’Amore (quello vero, con la A maiuscola) possa portare a cose che viste dall’esterno possono sembrare sacrifici enormi, ma che se comprese fanno tremare le gambe e venire le lacrime dall’emozione (o dalla gioia). Come succede ogni volta che guardo questo film (e della qual cosa sicuramente non mi vergogno); l’effetto è quello, vi avviso: da un capolavoro del genere non si poteva pretendere altro.</p>
<p>C’è invece una cosa della quale sono più che sicuro: che quel “<em>Guarda attraverso i miei occhi</em>” sussurrato alla fine sia un invito a non essere egoisti: è una frase che penso inviti, ogni tanto, a guardare il mondo da un altro punto di vista, e fa ricordare che non esistiamo solo noi…</p>
<p>A quel punto, magari, diventeremo un po’ più saggi e capiremo anche noi, come l’altro fratello Denahi, che l’Amore è la cosa più grande. Capito quello forse inizieremo anche noi a raccontare agli altri la nostra storia (perché saremo diventate persone migliori); una storia che magari sarà come quella di Kenai, diventato uomo soltanto dopo essersi trasformato in un orso.</p>
<p align="center"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t0TvoCZJAJI&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/t0TvoCZJAJI&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: center;">There are things in life you&#8217;ll learn and<br />
In time you&#8217;ll see<br />
Cause out there somewhere<br />
It&#8217;s all waiting<br />
If you keep believing<br />
So don&#8217;t run, don&#8217;t hide<br />
It will be all right<br />
You&#8217;ll see, trust me<br />
I&#8217;ll be there watching over you</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">There will be times on this journey<br />
All you&#8217;ll see is darkness<br />
Out there somewhere daylight finds you<br />
If you keep believing</p>
<p style="text-align: center;">So don&#8217;t run, don&#8217;t hide<br />
It will be all right<br />
You&#8217;ll see, trust me<br />
I&#8217;ll be there watching over you</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">All the things that you can change<br />
There&#8217;s a meaning in everything<br />
And you will find all you need<br />
There&#8217;s so much to understand</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">Take a look through my eyes</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ratatouille</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[cartoni]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera mi è capitato di rivedere Ratatouille: un film semplicemente stupendo, soprattutto in due punti (i più seri del film)!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-432 alignleft" title="Ratatouilleloc" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/ratatouilleloc-104x150.jpg" alt="La locandina del film &quot;Ratatouille&quot;" width="104" height="150" /></p>
<p>Tutti i bambini amano i cartoni animati, e io non ho mai fatto eccezione. L’eccezione potrei farla adesso quando, a 23 anni, sono ancora un amante dei cartoni animati. Al punto che non me ne perdo uno e, appena escono al cinema, me li vado a vedere. Perché sono più che convinto che i film di animazione degli ultimi anni (diciamo da <em>Tarzan</em> in poi, anche se quelli prima non li ho ancora visti) non siano per bambini, ma per adulti; sì, sono fatti per far divertire i bambini, ok, ma contengono messaggi che solamente gli adulti sono in grado di comprendere…</p>
<p>Ricordo benissimo due anni fa quando siamo andati a vedere <em>Ratatouille</em>: uno splendido film di (stupenda) animazione di due ore o poco più; mi aveva colpito (da pelle d’oca, giuro) una delle frasi finali del film, che però non ero più riuscito a ricordare. Comunque il film mi era piaciuto a tal punto che avevo deciso che la faccia di Remy sarebbe diventata l’icona dei miei commenti.</p>
<p><span id="more-431"></span></p>
<p>Ieri sera ho colto il fatto che su Canale 5 non ci fosse <em>Dr. House</em> per andare in sala a (ri)gustarmi questo splendido capolavoro Disney Pixar. Non mi ricordavo fosse così bello… Grafica a parte, mi ha fatto veramente riflettere; mi dispiace solo che non mi ricordo tutti gli spunti che mi ha dato, perché ero troppo intento a guardare il film!</p>
<p>Due sono i momenti che mi ricordo particolarmente: il primo, quando il padre di Remy cerca di convincere il topolino che fidarsi degli umani è sbagliato, perché sono loro i padroni. Ma il protagonista non crede a quello che dice il padre, e tra i due c’è questo scambio di battute:</p>
<blockquote><p>[…]<br />
P. Il mondo in cui viviamo appartiene al nemico: dobbiamo vivere con cautela, e dobbiamo proteggere i nostri simili, perché alla resa dei conti su di loro puoi contare.<br />
R. No…<br />
P. Come?<br />
R. No! Papà, io non ci credo! Mi stai dicendo che il futuro è… che il futuro può essere soltanto questo?<br />
P. Sì. E’ così che stanno le cose. Non puoi cambiare la natura!<br />
R. Cambiare fa parte della natura! E’ la parte della natura che possiamo influenzare… E comincia soltanto quando lo decidiamo noi.<br />
P. Dove vai?<br />
R. Con un po’ di fortuna… avanti.</p></blockquote>
<p>Come in tutti i film però la parte più bella arriva verso la fine, quando Anton Ego, il critico, scrive la sua opinione sul ristorante. Bisogna spiegare che al ristorante in questione, il critico aveva tolto una stella perché era diventato “mediocre”; con l’arrivo di Linguini, il cuoco imbranato, e soprattutto del topolino Remy però il ristorante riacquista notorietà. Il critico decide allora di tornare per scrivere un’altra recensione, e non chiede piatti prelibati, succulenti o chissà cosa; lascia che sia lo chef a decidere, portandogli quello che vuole. Il piccolo topolino decide per una Ratatouille: un semplicissimo piatto di verdure.</p>
<p>Semplicissimo a tal punto che al critico torna in mente la sua infanzia, e rimane strabiliato dalla bontà del piatto. Dopo aver scoperto che l’artefice della prelibatezza è un topolino di campagna, scrive questa recensione:</p>
<blockquote><p>Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere; ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero, ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni; al nuovo servono sostenitori. Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo: un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cena sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull&#8217;alta cucina è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere. In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau &#8220;<em>Chiunque può cucinare</em>&#8220;. Ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: <strong>non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque.</strong> È difficile immaginare origini più umili del genio che guida il ristorante Gousteau, e secondo l’opinione di chi scrive è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia. Tornerò presto al ristorante Gousteau di cui non sarò mai sazio.</p></blockquote>
<p>Dato che prestavo poca attenzione a quello che mi suggeriva la mente (a tal proposito, se e quando avrò tempo me lo riguarderò ancora, almeno ci ragionerò su come si deve…) ho solamente idee confuse, che quindi non mi va di approfondire.</p>
<p>Una piccola parentesi sul discordo della semplicità devo però farlo: le cose semplici sono sempre le più belle, le più carine e le migliori. Dobbiamo cercare di volare bassi, e di non puntare troppo in alto, altrimenti si rischia di perdere la bellezza delle cose, anche (e soprattutto) di quelle più semplici! Non dobbiamo cercare di strafare per farci vedere quello che non siamo, anzi! Meglio stare un pochettino nell’ombra ma essere noi stessi… Un po’ come quel cartone nel quale si racconta la storia di un topolino che moriva dalla voglia di fare il cuoco!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bODhgVA3-m0"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bODhgVA3-m0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/bODhgVA3-m0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></a><br />
(La parte del discorso inizia a 2:04)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=csuWJAqUY54"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/csuWJAqUY54&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/csuWJAqUY54&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></a></p>
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		<title>Ricordi di un appello di matematica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Ordinary life]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di eventi mi ha fatto tornare in mente tutto quello che mi è successo durante uno dei miei tentativi di passare matematica!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente di un episodio successo un paio di anni fa, quando ancora dovevo passare matematica. Era estate (perché gli appelli di matematica li ho sempre dati d’estate, tranne quando l’ho passato che era il 29 gennaio!) e io avevo appena finito di dare matematica; ricordo benissimo la delusione di quel giorno dovuta al fatto che, per l’ennesima volta, l’esame mi era andato male.</p>
<p>E durante il tragitto dall’università all’appartamento sono andato a braccetto con la tristezza e l’angoscia: avevo un groppone in gola allucinante che se ne stava lì fermo, non andava né su né giù, e non sapevo cosa fare. Volevo fare qualcosa perché in quei momenti era una situazione invivibile. Allora mi sono deciso e ho detto: “<em>Va bene. Se questa cosa </em>da sola<em> non ne vuole sapere di muoversi, la faccio muovere io</em>”. Quindi durante quella mezz’oretta che sembrava interminabile ho ascoltato le canzoni più tristi e mielose che avevo sull’iPod, per cercare di smuovere quella cosa in gola. Ho fatto di tutto per non farla andare via e fermarla lì, appena sotto la gola, finchè non sono arrivato in appartamento, ho chiuso la porta, mi sono buttato sul letto e, ancora con la musica alle orecchie, mi sono lasciato andare.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-426" title="Lacrima" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/Lacrima-137x150.jpg" alt="Lacrima" width="137" height="150" />Perché in quei momenti vedi tutto grigio, nero, buio, ti crolla tutto addosso, ti senti impotente e non sai spiegarti perché certe cose debbano capitare a te e non al tuo vicino di banco o a quella persona che ti sta sulle scatole, che cos’hai fatto per meritarti l’ennesima delusione universitaria… Ti passa la voglia di fare qualsiasi cosa, anche solo guardare la tele; non sai più cosa fare perché ti senti un fallito, mandi tutti a quel paese perché sei nervoso, manderesti volentieri <strong>tutto</strong> a quel paese, dicendo “<em>Chi me lo fa fare?</em>”, pianteresti gli studi e andresti a lavorare, che almeno lì non c’è più da studiare…</p>
<p>Però le lacrime pian piano finiscono, aiutate da un paio di telefonate liberatorie, magari della mamma e della tua ragazza che chiedono com’è andata… E con loro, le due donne della tua vita, ti sfoghi, dici loro quello che pensi: che ti senti uno schifo, che non capisci a cosa cacchio serve matematica in un corso di informatica e tutto il resto. E ti calmi, riprendendo possesso delle tue facoltà mentali e fisiche. Grazie a loro, alle donne della tua vita, così diverse eppure così uguali perché dicono le stesse cose in due modi leggermente diversi, la tua mente ricomincia a funzionare a dovere…</p>
<p>Razionalmente inizi a pensare che è giusto che andasse così, che non passare un esame non è la fine del mondo, sai benissimo che Qualcuno lassù ha voluto così perché ha dei piani per ognuno di noi, che avrai altre possibilità. Da persona intelligente inizi ad analizzare il tuo recente fallimento: forse non ti eri preparato a dovere, forse ti è andato male quell’esercizio perché hai messo un numero che non doveva andare lì.</p>
<p>Di una cosa sei sicuro: che hai dato il massimo, e questo ti consola più di ogni altra cosa. Allora, sorridente per la prima volta dopo più di un’ora sorridi, ti alzi dal letto, vai a mangiare qualche dolciume in cucina perché ti è anche venuta fame e non vedi l’ora che i tuoi coinquilini rientrino per sparare cavolate come tutte le sere e ridere in compagnia.</p>
<h6>PS. Lo spunto, oltre a qualche avvenimento recente, mi è venuto rileggendo per puro caso <a title="Il commento di Lilli" href="http://scorfano.wordpress.com/2009/04/28/latte-versato/#comment-4345">questo commento</a> (e i successivi).</h6>
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		<title>L&#8217;amico è</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 09:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ordinary life]]></category>
		<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[legami]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizialmente volevo parlare di una cosa che mi era venuta in mente sul pullman. Alla fine mi sembra di non avercela fatta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non ricevere critiche da <em>nessuno in particolare</em>, ma prenderò spunto da una telefonata della settimana scorsa; questa telefonata ha fatto scattare in me una leggera molla che, sul subito, ha provocato una valanga di pensieri che ho avuto difficoltà a contenere. E quindi, per tutto il viaggio in pullman, ho rimuginato su questa cosa che poi, ovviamente, è andata scemando, lasciandosi dietro un debole eco che cercherò di ri-amplificare.</p>
<p>Questo debole eco riguarda <strong>l&#8217;amicizia</strong>, con annessi e connessi. <span id="more-412"></span></p>
<p>La prima cosa che mi viene in mente riguarda subito l&#8217;uso (secondo me improprio) del termine amico sui vari social networks: volete davvero farmi credere che su facebook avete 200 <strong>amici</strong>? Quanti sono amici veri e quanti sono semplici <strong>conoscenti</strong>? Volete farmi credere che parlate dei vostri più intimi segreti e confidenze con tutte e 200 queste persone?</p>
<p>Facendo due conti molto veloci il sottoscritto considera Amici (con la maiuscola) sicuramente 4 persone, con una possibile espansione a massimo 10 persone. Ma questa &#8220;espansione&#8221; porta ad un abbassamento di livello da Amici (con la maiuscola) ad amici (senza maiuscola); tutti gli altri sono conoscenti.</p>
<p>Reputo la differenza tra le due categorie abbastanza <em>sostanziale</em>: perchè mentre con i primi mi sento libero di parlare di tutto quello che voglio (anche di cose che all&#8217;apparenza potrebbero sembrare stupide ma per il sottoscritto non lo sono), e so di essere ascoltato, capito e di ricevere all&#8217;occorrenza consigli sinceri, con gli altri questo genere di discorsi non riesco a farli. E qui bisogna distinguere due casi: o sono io che non voglio fare certi discorsi (<em>mea culpa</em>, perchè magari non mi fido) oppure sono gli altri che sono poco o per niente interessati; e questa è la cosa peggiore. Magari sono io che sbaglio e non faccio capire agli altri che il discorso che sto facendo per me è importante&#8230;</p>
<p>Però, una volta ogni tanto, ognuno ha il bisogno di sfogarsi perchè accumula tensione; ma se nessuno ti ascolta? Alla fine scoppi! E, come in tutte le esplosioni, vengono poi coinvolte anche persone che c&#8217;entrano poco o niente!</p>
<h5>PS.</h5>
<p>Ho cercato di riprendere, e purtroppo l&#8217;ho fatto <strong>molto malamente</strong>, qualcosa che avevo in mente una settimana fa; avevo una vaga idea di quello che volevo scrivere, ma purtroppo non è venuto fuori quello che volevo. Rileggendo il tutto mi viene da pensare che questo discorsone non porterà da nessuna parte, perchè mi sembra molto contorto e vuoto (avevo in mente molto altro)&#8230;</p>
<p>Tanto poi, alla fine, gli amici veri si vedono <strong>nel momento del bisogno</strong>. E quindi <a title="Take it easy" href="http://marcoverga86.netsons.org/2007/07/take-it-easy/">che problema c&#8217;è</a>?</p>
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		<title>Le elezioni di Teheran a fumetti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 12:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[gli scontri di teheran]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi consiglio di leggere il fumetto che racconta quello che sta succedendo in questi giorni a Teheran, perchè è fatto davvero bene!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-194" title="neda" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/neda.jpg" alt="neda" width="300" height="230" /></p>
<p>Ho appena letto <a class="externlink" title="Go to http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=6357&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=News" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=6357&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=News">questo articolo</a> della Stampa, e ne sono rimasto molto colpito… Perchè quello che sta succedendo in Iran nelle ultime settimane è davvero <strong>spaventoso</strong> (o, se vogliamo vederla in altri termini, <strong>rivoluzionario</strong> per quello che sta facendo la gente comune).</p>
<p>Quindi sono andato a vedere il sito citato nell’articolo, <a class="externlink" title="Go to http://www.spreadpersepolis.com/" href="http://www.spreadpersepolis.com/">www.spreadpersepolis.com</a>, nel quale trovate un fumetto scritto da Sina e Payman (due iraniani residenti a Shanghai) che racconta quello che sta succedendo a Teheran e in tutto l’Iran.</p>
<p>Non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma sicuramente appena avrò un po’ di tempo libero lo farò…</p>
<p>E’ in inglese, ma non vi scoraggiate: probabilmente verrà presto tradotto in altre lingue, viste le migliaia di contatti che da tutto il mondo hanno raggiunto il sito.</p>
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		<title>Il rispetto delle idee degli altri</title>
		<link>http://marcoverga86.netsons.org/2009/02/il-rispetto-delle-idee-degli-altri/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 08:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[metro]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia risposta ad una lettera pubblicata su Metro (quotidiano gratuito distribuito a Milano) dal signor Luciano, che criticava l'opinione del Papa sulle condizioni di vita di Eluana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A maggio Metro (uno dei quotidiani gratuiti distribuiti a Milano) aveva <a title="Dio c'è, bisogna solo cercarlo" href="http://marcoverga86.netsons.org/2008/05/dio-ce-bisogna-solo-cercarlo/">pubblicato una mia mail</a>, e ieri c’è stato il bis.</p>
<blockquote><p><span class="EC_Apple-style-span" style="font-size: 10pt">Sono completamente d’accordo sul fatto che milioni di persone esprimano la propria idea sul caso di Eluana, ma mi piacerebbe anche che vengano rispettati gli altri e le loro idee.</span></p>
<p>Mi riferisco al signor Luciano che su metro di mercoledì 11 febbraio vorrebbe che sua “santità” non si intromettesse negli “affari interni di uno stato laico”. Il Papa ha semplicemente espresso la sua opinione, ovvero che ad una persona viva (perchè Eluana era viva, e il suo essere viva va distinto dalle sue condizioni di vita) venisse concesso il diritto all’alimentazione ed all’idratazione; perchè è giusto e doveroso che la Chiesa difenda la Vita in ogni sua forma. Mi chiedo: perchè non ha espresso un giudizio su quanto detto lunedì dal portavoce del ministro degli esteri cinese??? Ah già, forse perchè la cosa non lo tocca direttamente come attaccare la Chiesa o il “cavaliere”… Perchè in ogni cosa che fa il premier deve esserci sempre un tornaconto… Vogliamo smettere una buona volta di trovare da dire a tutto e a tutti quando non la pensano come noi e accettare che altre persone possono (e devono!) avere idee diverse dalla nostra???</p></blockquote>
<p>Come credo si capisca da quello che ho scritto, il pretesto me l’ha dato il signor Luciano, secondo il quale <em>sua “santità” non dovrebbe intromettersi negli affari interni di uno stato laico.<br />
</em>Se però l’andazzo è questo, ovvero che bisogna criticare e andare contro a tutti quelli che la pensano in maniera diversa dalla nostra credo proprio che stiamo prendendo la strada sbagliata…</p>
<p>Io posso non condividere l’idea di un’altra persona, ma la rispetto, perchè è giusto che una persona possa pensarla in maniera diversa da come la vedo io!!</p>
<p>Detto questo, una piccola parentesi sul fatto che lunedì quasi 8 milioni di persone hanno seguito il Grande Fratello (tra i quali il sottoscritto): personalmente ne avevo le palle strapiene di sentire parlare di quella povera ragazza; un conto è fare uno speciale se non se ne è mai parlato, ma un altro conto è fare uno speciale dopo che da tre settimane giornali e TG hanno continuato a martellarci con questa storia…</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La volpe</title>
		<link>http://marcoverga86.netsons.org/2009/02/la-volpe/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serietà]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[legami]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che secondo me è il brano più bello de "Il piccolo principe"; ogni volta che lo leggo mi viene la pella d'oca!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In quel momento apparve la volpe.<br />
“Buon giorno”, disse la volpe.<br />
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.<br />
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”<br />
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”<br />
“Sono una volpe”, disse la volpe.<br />
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”<br />
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.<br />
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “Che cosa vuol dire <em>addomesticare</em>?”<br />
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”<br />
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Che cosa vuol dire <em>addomesticare</em>?”<br />
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”<br />
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire <em>addomesticare</em>?”<br />
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <em>creare dei legami</em>…”<br />
“Creare dei legami?” <span id="more-36"></span><br />
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”<br />
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”<br />
“È possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”<br />
“Oh! non è sulla Terra”, disse il piccolo principe.<br />
La volpe sembrò perplessa: “Su un altro pianeta?”<br />
“Si”.<br />
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”<br />
“No”.<br />
“Questo mi interessa. E delle galline?”<br />
“No”.<br />
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: “La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”<br />
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “Per favore… addomesticami”, disse.<br />
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.<br />
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”<br />
“Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.<br />
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un pò lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino…”<br />
Il piccolo principe ritornò l’indomani.<br />
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.<br />
“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.<br />
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.<br />
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.<br />
E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.<br />
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”<br />
“È vero”, disse la volpe.<br />
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.<br />
“È certo”, disse la volpe.<br />
“Ma allora che ci guadagni?”<br />
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.<br />
Poi soggiunse: “Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.<br />
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. “Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”. E le rose erano a disagio.<br />
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa”.<br />
E ritornò dalla volpe. “Addio”, disse.<br />
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.<br />
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.<br />
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.<br />
“Gli uomini hanno di<br />
menticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”<br />
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripetè il piccolo principe per ricordarselo.</p></blockquote>
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