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	<title>Marco Vergagni&#039;s Blog &#187; Life teaching</title>
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	<description>Non tutti possono diventare grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque!</description>
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		<title>Koda fratello Orso #1</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 14:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[cartoni]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarebbe moltissimo da dire su quello che penso sia il miglior film della Disney... Un film che fa riflettere sull'Amore, argomento del quale ci sarebbe da parlare per anni e anni. Io inizio a dire qualcosina di quello che mi passa in testa prendendo spunto dalla canzone finale del film, Look Through My Eyes.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-439" title="kodaloc" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/kodaloc.jpg" alt="kodaloc" width="130" height="187" />E’ dal 2003 che ho in testa pensieri su questa canzone (ma soprattutto su questo film). Il film è <strong>Koda Fratello Orso</strong> (tanto per cambiare un cartone animato <img src='http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/plugins/smilies-themer/Mazes/Laugh.png' alt=':D' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Per puro caso oggi mi sono ritrovato a guardare su youtube il video di Phil Collins della colonna sonora del film, <em>Look Through My Eyes</em>, che mi ha sempre emozionato perché è semplicemente fantastica; accoppiata al film, poi è da pelle d’oca. La stessa pelle d’oca che mi accompagna ogni volta che chiudo gli occhi e ascolto questa canzone pensando al significato (soprattutto nel finale, quando c’è una sovrapposizione di voci che crea frasi a mio parere molto “suggestive”). A differenza delle altre volte, però, insieme alla pelle d’oca c’è anche stato un inspiegabile tuffo al cuore, che mi ha portato a iniziare a scrivere.</p>
<p>Inizio a scrivere partendo da lontano, da un ragazzo, Kenai, che aspetta il rito di consegna del totem, che dovrà guidarlo per tutta la sua vita. Le aspettative sono tante, il giovane si aspetta un totem “gagliardo”, e cosa gli capita? <strong>L’orso dell’Amore</strong>! Peccato che il nostro amico abbia un “odio” particolare verso gli orsi, che gli hanno appena rovinato il banchetto con il quale avrebbe dovuto festeggiare il passaggio all’età adulta.<br />
E quindi parte la caccia all’orso, semplicemente per vendetta, in quanto “<em>gli orsi non amano nessuno, non pensano e non hanno sentimenti</em>”. Mai frase fu più sbagliata di questa. Perché dopo il combattimento gli spiriti della montagna trasformeranno il nostro Kenai proprio in un orso.</p>
<p>Arriva il momento in cui Kenai deve guardare le cose da un altro punto di vista: quello di un orso, l’animale che lui ha odiato e cacciato fino a poco prima. Ma cambiare prospettiva non è per niente facile.<br />
E’ grazie all’incontro con Koda, un simpatico orsetto che sta andando al raduno del salmone, che Kenai avrà modo di adattarsi a questo nuovo mondo e di ricredersi sulla frase detta prima della trasformazione. Mi verrebbe da dilungarmi raccontando tutto il film fotogramma per fotogramma, ma non mi sembra il caso… Ve lo consiglio vivamente, guardatelo da soli, con i vostri figli, con i vostri amici, con chi volete, ma, vi prego, <strong>guardatelo</strong>!</p>
<p>Mi viene invece da soffermarmi sul tema centrale del film prendendo spunto dalla canzone: <strong>l’Amore</strong>. E mi viene in mente che questa canzone può essere dedicata da una persona al proprio partner; perché quando si è in una coppia bisogna farsi forza a vicenda. E’ quindi normale che, in alcuni momenti si dica <em>N</em><em>on scappare, non nasconderti / Andrà tutto bene, vedrai, credimi / Sarò lì a vegliare su di te</em>.</p>
<p>Da persona credente quale sono, poi, mi viene ancora di più la pelle d’oca se penso al ritornello e se penso che è quello che potrebbe dirci il buon Gesù di Nazareth (ma anche tutta la canzone, non solo il ritornello!); perché, personalmente, ho bisogno di credere in Qualcuno che stia sopra di noi, che ci aiuti e ci guidi nei momenti del bisogno, Qualcuno a cui aggrapparmi quando sono in difficoltà, quando ho qualcosa che non va.</p>
<p>E se ripenso a Koda, all’orsetto innocente mi viene anche in mente che non dobbiamo buttarci troppo giù quando ci succede qualcosa di brutto: dobbiamo sempre avere la forza di rialzarci e andare avanti a testa alta. Perché ogni cosa brutta che ci succede, se analizzata con calma, sicuramente diventerà occasione di crescita, per noi e per quelli che ci stanno vicino.</p>
<blockquote><p>[...]<br />
Kenai: Mio fratello è uno spirito. Se non fosse per lui non sarei qui.<br />
Koda: Cosa gli è capitato?<br />
Kenai: E’ stato ucciso da un… mostro!<br />
Koda: Come si chiama?<br />
Kenai: Sitka.<br />
Koda: Grazie Sitka. Se non fosse stato per te non avrei mai conosciuto Kenai. Ho sempre desiderato avere un fratello!</p></blockquote>
<p>Credo anche che l’Amore (quello vero, con la A maiuscola) possa portare a cose che viste dall’esterno possono sembrare sacrifici enormi, ma che se comprese fanno tremare le gambe e venire le lacrime dall’emozione (o dalla gioia). Come succede ogni volta che guardo questo film (e della qual cosa sicuramente non mi vergogno); l’effetto è quello, vi avviso: da un capolavoro del genere non si poteva pretendere altro.</p>
<p>C’è invece una cosa della quale sono più che sicuro: che quel “<em>Guarda attraverso i miei occhi</em>” sussurrato alla fine sia un invito a non essere egoisti: è una frase che penso inviti, ogni tanto, a guardare il mondo da un altro punto di vista, e fa ricordare che non esistiamo solo noi…</p>
<p>A quel punto, magari, diventeremo un po’ più saggi e capiremo anche noi, come l’altro fratello Denahi, che l’Amore è la cosa più grande. Capito quello forse inizieremo anche noi a raccontare agli altri la nostra storia (perché saremo diventate persone migliori); una storia che magari sarà come quella di Kenai, diventato uomo soltanto dopo essersi trasformato in un orso.</p>
<p align="center"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t0TvoCZJAJI&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/t0TvoCZJAJI&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: center;">There are things in life you&#8217;ll learn and<br />
In time you&#8217;ll see<br />
Cause out there somewhere<br />
It&#8217;s all waiting<br />
If you keep believing<br />
So don&#8217;t run, don&#8217;t hide<br />
It will be all right<br />
You&#8217;ll see, trust me<br />
I&#8217;ll be there watching over you</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">There will be times on this journey<br />
All you&#8217;ll see is darkness<br />
Out there somewhere daylight finds you<br />
If you keep believing</p>
<p style="text-align: center;">So don&#8217;t run, don&#8217;t hide<br />
It will be all right<br />
You&#8217;ll see, trust me<br />
I&#8217;ll be there watching over you</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">All the things that you can change<br />
There&#8217;s a meaning in everything<br />
And you will find all you need<br />
There&#8217;s so much to understand</p>
<p style="text-align: center;">Just take a look through my eyes<br />
There&#8217;s a better place<br />
somewhere out there<br />
Just take a look through my eyes<br />
Everything changes<br />
You&#8217;ll be amazed what you&#8217;ll find<br />
If you look through my eyes</p>
<p style="text-align: center;">Take a look through my eyes</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ratatouille</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[cartoni]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera mi è capitato di rivedere Ratatouille: un film semplicemente stupendo, soprattutto in due punti (i più seri del film)!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-432 alignleft" title="Ratatouilleloc" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/ratatouilleloc-104x150.jpg" alt="La locandina del film &quot;Ratatouille&quot;" width="104" height="150" /></p>
<p>Tutti i bambini amano i cartoni animati, e io non ho mai fatto eccezione. L’eccezione potrei farla adesso quando, a 23 anni, sono ancora un amante dei cartoni animati. Al punto che non me ne perdo uno e, appena escono al cinema, me li vado a vedere. Perché sono più che convinto che i film di animazione degli ultimi anni (diciamo da <em>Tarzan</em> in poi, anche se quelli prima non li ho ancora visti) non siano per bambini, ma per adulti; sì, sono fatti per far divertire i bambini, ok, ma contengono messaggi che solamente gli adulti sono in grado di comprendere…</p>
<p>Ricordo benissimo due anni fa quando siamo andati a vedere <em>Ratatouille</em>: uno splendido film di (stupenda) animazione di due ore o poco più; mi aveva colpito (da pelle d’oca, giuro) una delle frasi finali del film, che però non ero più riuscito a ricordare. Comunque il film mi era piaciuto a tal punto che avevo deciso che la faccia di Remy sarebbe diventata l’icona dei miei commenti.</p>
<p><span id="more-431"></span></p>
<p>Ieri sera ho colto il fatto che su Canale 5 non ci fosse <em>Dr. House</em> per andare in sala a (ri)gustarmi questo splendido capolavoro Disney Pixar. Non mi ricordavo fosse così bello… Grafica a parte, mi ha fatto veramente riflettere; mi dispiace solo che non mi ricordo tutti gli spunti che mi ha dato, perché ero troppo intento a guardare il film!</p>
<p>Due sono i momenti che mi ricordo particolarmente: il primo, quando il padre di Remy cerca di convincere il topolino che fidarsi degli umani è sbagliato, perché sono loro i padroni. Ma il protagonista non crede a quello che dice il padre, e tra i due c’è questo scambio di battute:</p>
<blockquote><p>[…]<br />
P. Il mondo in cui viviamo appartiene al nemico: dobbiamo vivere con cautela, e dobbiamo proteggere i nostri simili, perché alla resa dei conti su di loro puoi contare.<br />
R. No…<br />
P. Come?<br />
R. No! Papà, io non ci credo! Mi stai dicendo che il futuro è… che il futuro può essere soltanto questo?<br />
P. Sì. E’ così che stanno le cose. Non puoi cambiare la natura!<br />
R. Cambiare fa parte della natura! E’ la parte della natura che possiamo influenzare… E comincia soltanto quando lo decidiamo noi.<br />
P. Dove vai?<br />
R. Con un po’ di fortuna… avanti.</p></blockquote>
<p>Come in tutti i film però la parte più bella arriva verso la fine, quando Anton Ego, il critico, scrive la sua opinione sul ristorante. Bisogna spiegare che al ristorante in questione, il critico aveva tolto una stella perché era diventato “mediocre”; con l’arrivo di Linguini, il cuoco imbranato, e soprattutto del topolino Remy però il ristorante riacquista notorietà. Il critico decide allora di tornare per scrivere un’altra recensione, e non chiede piatti prelibati, succulenti o chissà cosa; lascia che sia lo chef a decidere, portandogli quello che vuole. Il piccolo topolino decide per una Ratatouille: un semplicissimo piatto di verdure.</p>
<p>Semplicissimo a tal punto che al critico torna in mente la sua infanzia, e rimane strabiliato dalla bontà del piatto. Dopo aver scoperto che l’artefice della prelibatezza è un topolino di campagna, scrive questa recensione:</p>
<blockquote><p>Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere; ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero, ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni; al nuovo servono sostenitori. Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo: un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cena sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull&#8217;alta cucina è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere. In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau &#8220;<em>Chiunque può cucinare</em>&#8220;. Ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: <strong>non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque.</strong> È difficile immaginare origini più umili del genio che guida il ristorante Gousteau, e secondo l’opinione di chi scrive è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia. Tornerò presto al ristorante Gousteau di cui non sarò mai sazio.</p></blockquote>
<p>Dato che prestavo poca attenzione a quello che mi suggeriva la mente (a tal proposito, se e quando avrò tempo me lo riguarderò ancora, almeno ci ragionerò su come si deve…) ho solamente idee confuse, che quindi non mi va di approfondire.</p>
<p>Una piccola parentesi sul discordo della semplicità devo però farlo: le cose semplici sono sempre le più belle, le più carine e le migliori. Dobbiamo cercare di volare bassi, e di non puntare troppo in alto, altrimenti si rischia di perdere la bellezza delle cose, anche (e soprattutto) di quelle più semplici! Non dobbiamo cercare di strafare per farci vedere quello che non siamo, anzi! Meglio stare un pochettino nell’ombra ma essere noi stessi… Un po’ come quel cartone nel quale si racconta la storia di un topolino che moriva dalla voglia di fare il cuoco!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bODhgVA3-m0"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bODhgVA3-m0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/bODhgVA3-m0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></a><br />
(La parte del discorso inizia a 2:04)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=csuWJAqUY54"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/csuWJAqUY54&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/csuWJAqUY54&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></a></p>
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		<title>Ricordi di un appello di matematica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Ordinary life]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di eventi mi ha fatto tornare in mente tutto quello che mi è successo durante uno dei miei tentativi di passare matematica!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente di un episodio successo un paio di anni fa, quando ancora dovevo passare matematica. Era estate (perché gli appelli di matematica li ho sempre dati d’estate, tranne quando l’ho passato che era il 29 gennaio!) e io avevo appena finito di dare matematica; ricordo benissimo la delusione di quel giorno dovuta al fatto che, per l’ennesima volta, l’esame mi era andato male.</p>
<p>E durante il tragitto dall’università all’appartamento sono andato a braccetto con la tristezza e l’angoscia: avevo un groppone in gola allucinante che se ne stava lì fermo, non andava né su né giù, e non sapevo cosa fare. Volevo fare qualcosa perché in quei momenti era una situazione invivibile. Allora mi sono deciso e ho detto: “<em>Va bene. Se questa cosa </em>da sola<em> non ne vuole sapere di muoversi, la faccio muovere io</em>”. Quindi durante quella mezz’oretta che sembrava interminabile ho ascoltato le canzoni più tristi e mielose che avevo sull’iPod, per cercare di smuovere quella cosa in gola. Ho fatto di tutto per non farla andare via e fermarla lì, appena sotto la gola, finchè non sono arrivato in appartamento, ho chiuso la porta, mi sono buttato sul letto e, ancora con la musica alle orecchie, mi sono lasciato andare.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-426" title="Lacrima" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/Lacrima-137x150.jpg" alt="Lacrima" width="137" height="150" />Perché in quei momenti vedi tutto grigio, nero, buio, ti crolla tutto addosso, ti senti impotente e non sai spiegarti perché certe cose debbano capitare a te e non al tuo vicino di banco o a quella persona che ti sta sulle scatole, che cos’hai fatto per meritarti l’ennesima delusione universitaria… Ti passa la voglia di fare qualsiasi cosa, anche solo guardare la tele; non sai più cosa fare perché ti senti un fallito, mandi tutti a quel paese perché sei nervoso, manderesti volentieri <strong>tutto</strong> a quel paese, dicendo “<em>Chi me lo fa fare?</em>”, pianteresti gli studi e andresti a lavorare, che almeno lì non c’è più da studiare…</p>
<p>Però le lacrime pian piano finiscono, aiutate da un paio di telefonate liberatorie, magari della mamma e della tua ragazza che chiedono com’è andata… E con loro, le due donne della tua vita, ti sfoghi, dici loro quello che pensi: che ti senti uno schifo, che non capisci a cosa cacchio serve matematica in un corso di informatica e tutto il resto. E ti calmi, riprendendo possesso delle tue facoltà mentali e fisiche. Grazie a loro, alle donne della tua vita, così diverse eppure così uguali perché dicono le stesse cose in due modi leggermente diversi, la tua mente ricomincia a funzionare a dovere…</p>
<p>Razionalmente inizi a pensare che è giusto che andasse così, che non passare un esame non è la fine del mondo, sai benissimo che Qualcuno lassù ha voluto così perché ha dei piani per ognuno di noi, che avrai altre possibilità. Da persona intelligente inizi ad analizzare il tuo recente fallimento: forse non ti eri preparato a dovere, forse ti è andato male quell’esercizio perché hai messo un numero che non doveva andare lì.</p>
<p>Di una cosa sei sicuro: che hai dato il massimo, e questo ti consola più di ogni altra cosa. Allora, sorridente per la prima volta dopo più di un’ora sorridi, ti alzi dal letto, vai a mangiare qualche dolciume in cucina perché ti è anche venuta fame e non vedi l’ora che i tuoi coinquilini rientrino per sparare cavolate come tutte le sere e ridere in compagnia.</p>
<h6>PS. Lo spunto, oltre a qualche avvenimento recente, mi è venuto rileggendo per puro caso <a title="Il commento di Lilli" href="http://scorfano.wordpress.com/2009/04/28/latte-versato/#comment-4345">questo commento</a> (e i successivi).</h6>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Grazie di tutto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 10:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Oratorio]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Don Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[partenze]]></category>
		<category><![CDATA[Prascondù]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un po' di pensieri su Don Francesco, prete dell'Oratorio, ma soprattutto amico. E' merito suo se sono la persona che sono adesso, perchè mi ha insegnato a rapportarmi con gli altri, mi ha fatto crescere... Nonostante il suo carattere a volte un po' scontroso è una persona semplicemente favolosa. Vi auguro di conoscere qualcuno come lui. Davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così te ne sei andato, in silenzio come quando sei arrivato, ormai 6 anni fa.</p>
<p>Eri un perfetto sconosciuto, a tal punto che quando mi sono presentato ti ho dato del lei, e tu, già subito, con quello che è sempre stato il tuo carattere, mi hai preso in giro, dicendomi di darti del tu.<br />
Con il passare dei giorni e dei mesi hai saputo fare cose <strong>enormi</strong>, per me e per tutti. Che lo accettino o meno, di sicuro hai fatto tanto anche a chi ti ha voluto male, a chi ti ha sparlato dietro solo per il gusto di farlo, a chi ti ha insultato e a chi non ti ha mai ascoltato. Ma i fatti parlano da soli, e sicuramente, con il tempo necessario, tutto porterà i suoi frutti.</p>
<p>Ricordo ancora la prima uscita al cinema tutti insieme, al cinema quando, ancora mezzi sconosciuti cihai proposto di andare a Parigi per capodanno!!! Una cosa del genere non si era mai vista… E noi, presi dall’entusiasmo, subito siamo corsi a casa a raccontare la tua proposta…</p>
<p>Poi con il tempo qualcuno ha abbandonato la compagnia, ma tu hai sempre sostenuto che l’Oratorio dev’essere un punto di partenza, e non di arrivo: si prende il necessario per vivere bene e poi si lascia… Perchè la vita è anche altro: è amici, è famiglia ed è amore. <span id="more-60"></span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-182" title="Gesù e la croce" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/gesucroce-300x199.jpg" alt="Gesù e la croce" width="300" height="199" />E l’Amore è quello che tu hai sempre cercato di insegnarci: guardare gli altri indirettamente, attraverso Gesù, che ci aiuta a portare la nostra croce quando non ce la facciamo: perchè sull’altro lato della croce che ognuno di noi è costretto a portare, lì c’è Cristo!!!<br />
Ci hai insegnato ad aiutare il prossimo e ad aiutarci, a cercare di essere buoni amici, con dei valori forti, valori che sempre più raramente si trovano in giro… Hai cercato di insegnarci a</p>
<blockquote><p>raccontare con la vita tutto quello che abbiamo visto, vissuto e imparato.</p></blockquote>
<p>Ci hai portato al santuario di Prascondù, luogo <strong>davvero magico</strong>, perchè si respira un’aria pura, tranquilla e serena… E anche lì hai cercato di farci comprendere che lo straordinario di quella settimana bisogna cercare di farlo <strong>diventare ordinario</strong>, perchè è quello il modo giusto di vivere le cose!<br />
Luogo magico perchè lì ho trovato <a title="A te" href="http://marcoverga86.netsons.org/2008/05/a-te/">la persona</a> che da ormai 3 anni mi sta accanto, ho capito di anno in anno (prima con Squit, poi con Tarzan, poi con Mosè, con Giuseppe, con Koda e con gli altri) cosa significa vivere secondo certi valori, sono cresciuto con i miei pregi e i miei difetti (<em>perchè non si finisce mai di apprendere e di crescere</em>) ho imparato a conoscermi, a conoscere gli altri, a cercare di vedere sempre il lato positivo delle cose, a non lasciarmi abbattere e ad andare sempre avanti…</p>
<p>Ho cercato di aiutarti quando eri in difficoltà, quando il tuo carattere burbero e scontroso prendeva il sopravvento sulla tua figura di prete dell’Oratorio, cercando di farti capire che non era il caso di prendersela così tanto per certe cose… Non so quante volte tu mi abbia ascoltato, forse neanche una, forse tutte, ma so che tutto quello che hai fatto, nel bene e nel male, l’hai fatto per noi, per farci diventare grandi, per farci diventare persone corrette e giuste… E di questo non posso fare altro che ringraziarti dal più profondo del cuore, chiedendoti scusa per tutte le volte che non sono stato in grado di ascoltarti e di capire quello che stavi cercando di dirmi…</p>
<p>E anche se, come hai detto tu, probabilmente non vedremo più il tuo volto (anche se spero ci sarà occasione per ritrovarsi), porterò <strong>per sempre</strong> il tuo <em>ri-cordo</em>, perchè è grazie a te se adesso sono quello che sono…</p>
<p>Quindi grazie per ogni singola cosa che hai fatto per me e per noi… Tu hai seminato tanto, e ora tocca ad ognuno di noi cercare di dare frutto, <em>dove il  cento</em>, <em>dove il sessanta</em>, <em>dove il trenta.</em></p>
<p>Ci sarebbe tanto da dire su questi lunghi sei anni, ma tante parole non servono a molto. Ne bastano cinque…</p>
<p><strong>Grazie, don… Ti voglio bene!!</strong>!</p>
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		<title>Punti di vista</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 11:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[non vedere]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore».
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta; poi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore».</p>
<p>Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta; poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase. Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.<br />
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.<br />
Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”. Sorrise e se ne andò.<br />
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto <strong>“Oggi è primavera e io non posso vederla”</strong>.</p></blockquote>
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		<title>Tempus fugit&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 23:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Oratorio]]></category>
		<category><![CDATA[animatore]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[grest]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tempo fugge e non ritorna… E’ un dato di fatto! La cosa brutta è che ci sono momenti, o periodi, durante i quali il tempo sembra che vada più velocemente; e questo è uno di quei periodi! La fine della scuola (le superiori! Magari avessi finito gli esami…) mi sembra ancora ieri, e invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo fugge e non ritorna… E’ un dato di fatto! La cosa brutta è che ci sono momenti, o periodi, durante i quali il tempo sembra che vada più velocemente; e questo è uno di quei periodi! La fine della scuola (le superiori! Magari avessi finito gli esami…) mi sembra ancora ieri, e invece sono passate già <strong>3 settimane</strong>!</p>
<p>Il problema è che in queste 3 settimane ho passato (e continuerò a farlo fino a metà luglio) più o meno 3 ore al giorno sui libri… La cosa che mi rende veramente triste è che lo studio non mi permette di fare quello che vorrei, e quando avrò finito di studiare per quest’estate sarà, forse, troppo tardi…</p>
<p>Mi dispiace veramente <strong>un casino</strong> non aver potuto fare l’animatore al Grest come avrei voluto…<span id="more-153"></span></p>
<div id="attachment_192" class="wp-caption alignleft" style="width: 277px"><img class="size-medium wp-image-192" title="Arcobalena" src="http://marcoverga86.netsons.org/wp-content/uploads/Arcobalena-267x300.jpg" alt="Il logo del Grest di quest'anno" width="267" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il logo del Grest di quest&#39;anno</p></div>
<p>Ho fatto quello che ho potuto, è vero, perchè il mio primo dovere è lo studio… Però se penso al fatto che fino a due anni fa ero uno dei primi che arrivava in oratorio al mattino ed ero uno degli ultimi a tornare a casa alla sera perchè volevo rendermi utile al 700%, e adesso riesco solo a fare quelle “misere” 3 ore al giorno un po’ ci rimango male…<br />
Ci rimango male perchè a volte mi piacerebbe essere come Peter Pan e poter restare sempre ragazzo (diciamo tra i 17 e i 20 anni) e poter fare quello che voglio… Poter passare giornate intere a sentire le urla di 190 bambini che fanno casino, rumore, che si divertono, che ridono, che piangono, che giocano… Ma purtoppo non si può.</p>
<p>Però bisogna pensare che pian piano ci si distacca (che lo si voglia o no) da tutto quello per il quale si è vissuto, si è speso il proprio tempo, ci si è donati completamente e che arriva il momento in cui si deve farsi un po’ da parte perchè ci sono altri impegni più importanti…</p>
<p>E così il Grest è finito e bisogna guardare avanti… Bisogna guardare alle “nuove generazioni”!!! Bisogna pensare che non siamo eterni, che non possiamo fare tutto quello che vogliamo, ma che possiamo (e in certi casi <strong>dobbiamo</strong>) essere d’esempio per i più giovani… Per quei ragazzi che fino all’anno scorso facevano casino (tra i più scatenati, un po’ come me!!!) e che adesso sono passati da questa parte, che un pomeriggio ti dicono <em>“Cavolo Verga, si sente la tua mancanza…”</em> e che ti fanno sentire fiero di tutto quello che hai fatto in passato…<br />
E poi passare una serata in compagnia a mangiare 18 pizze formato famiglia e “accogliere” nel gruppo 16 persone è una cosa veramente tanto bella… So già che qualcuno se ne andrà come è già successo in passato, ma non mi interessa… E’ una scelta loro, ognuno vive la vita che vuole! Io la mia scelta l’ho fatta, e di questo ne sono più che fiero! Spero solo che quelli che decideranno di restare possano apprendere tutto quello che ho imparato in questi 5 anni (e ho ancora tanto da imparare…)</p>
<blockquote><p>Perchè non si finisce mai di apprendere, di crescere…</p></blockquote>
<p>(Con questa citazione la mia mente ha cominciato a vagare su un altro argomento del quale scriverei e parlerei per ore e ore, ma non è proprio il caso, un po’ perchè non ho voglia, e soprattutto perchè sono veramente stanco…)</p>
<p>L’importante è sempre mettere tutto sè stessi in quello nel quale si crede… Allora sì che, anche se si riescono a fare solo 3 ore al giorno, alla sera si va a dormire stanchi ma felici… Felici perchè se si ripensa al passato non si rimpiange niente! L’unico rimpianto, forse, è quello di non poter essere veramente come Peter Pan… Ma purtoppo non si può perchè il tempo fugge e non torna più indietro…</p>
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		<title>Danza Lenta</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 19:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[sacrifici]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella "poesia", se così si può chiamare, che fa riflettere sulla vita e sulla frenesia che sempre più spesso ci circonda, non facendoci vedere la bellezza di quello che ci circonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è arrivata per e-mail… A me ha fatto riflettere, e spero che faccia riflettere anche voi…</p>
<blockquote><p>Hai mai guardato i bambini in un girotondo?<br />
O ascoltato il rumore della pioggia<br />
quando cade a terra?<br />
O seguito mai lo svolazzare<br />
irregolare di una farfalla?<br />
O osservato il sole allo<br />
svanire della notte?<br />
Faresti meglio a rallentare.<br />
Non danzare così veloce.<br />
Il tempo è breve.<br />
La musica non durerà. <span id="more-159"></span></p>
<p>Percorri ogni giorno in volo?<br />
Quando dici “Come stai?”<br />
ascolti la risposta?<br />
Quando la giornata è finita<br />
ti stendi sul tuo letto<br />
con centinaia di questioni successive<br />
che ti passano per la testa?<br />
Faresti meglio a rallentare.<br />
Non danzare così veloce<br />
Il tempo è breve.<br />
La musica non durerà.</p>
<p>Hai mai detto a tuo figlio,<br />
“Lo faremo domani?”<br />
senza notare nella fretta,<br />
il suo dispiacere?<br />
Mai perso il contatto,<br />
con una buona amicizia<br />
che poi è finita perché<br />
tu non avevi mai avuto tempo<br />
di chiamare e dire “Ciao!”?<br />
Faresti meglio a rallentare.<br />
Non danzare così veloce<br />
Il tempo è breve.<br />
La musica non durerà.</p>
<p>Quando corri cosi veloce<br />
per giungere da qualche parte<br />
ti perdi la metà del piacere di andarci.<br />
Quando ti preoccupi e corri<br />
tutto il giorno, come un regalo mai aperto…<br />
gettato via.<br />
La vita non è una corsa.<br />
Prendila piano.<br />
Ascolta la musica.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Paga il conto&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2007 11:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Don Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[ringraziare]]></category>
		<category><![CDATA[sacrifici]]></category>

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		<description><![CDATA[Una storiella semplicissima, ma che fa capire l'Amore che le mamme provano nei nostri confronti, e quanto i figli spesso non sappiano dire "Grazie!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Un giorno una mamma stava lavando i piatti, quando il figlio arrivò con un foglio in mano e le disse: “Tieni mamma!”<br />
La mamma si tolse i guanti, si asciugò le mani, prese il foglio e iniziò a leggere:</p>
<ol>
<li>Per aver accudito la sorellina per 3 sere –&gt; <strong>9 €</strong></li>
<li>Per aver portato fuori la spazzatura per 4 sere –&gt; <strong>10 €</strong></li>
<li>Per aver tagliato il prato –&gt; <strong>5 €</strong></li>
<li>Per aver riordinato la camera –&gt; <strong>5 €</strong></li>
</ol>
<p><strong>TOTALE –&gt;29 €</strong> <span id="more-163"></span></p>
<p>Allora la mamma prese una biro, girò il foglio dall’altra parte e iniziò a scrivere:</p>
<ol>
<li>Per averti portato 9 mesi in grembo –&gt; <strong>0 €</strong></li>
<li>Per tutte le notti insonni ad accudirti –&gt; <strong>0 €</strong></li>
<li>Per averti curato quando eri malato –&gt; <strong>0 €</strong></li>
<li>Per tutte le colazioni, le cene, i pranzi e le merende –&gt; <strong>0 €</strong></li>
<li>Per tutto quello che ti insegno –&gt; <strong>0 €</strong></li>
<li>Per l’Amore che ti dono ogni giorno –&gt; <strong>0 €</strong></li>
</ol>
<p><strong>TOTALE –&gt; 0 €</strong></p>
<p>Quando ebbe smesso di scrivere consegnò il foglio al figlio.</p>
<p>Appena ebbe terminato di leggere due enormi lacrimoni gli scesero dalle guance.<br />
Prese la biro dal tavolo, girò il foglio dalla parte che aveva scritto lui, tirò una riga su tutto e in fondo scrisse: <strong>PAGATO</strong>.</p>
<p>Poi volse lo sguardo verso la mamma, le saltò al collo e iniziò a sommergerla di baci.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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