Raccomandi anche me?
Oct 28, 2009 Attualità
Ieri su Metro ho letto questa lettera, di un onestissimo signore che ha confessato di aver raccomandato sua figlia:
Confesso: anch’io ho usato una raccomandazione: nel 1995 mia figlia doveva affrontare i test per entrare alla facoltà di Psicologia, alla Cattolica di Milano; volevo evitarle la disavventura capitata a me nel lontano ‘66, quando per accedere alla facoltà di Magistero mi presentai all’esame di ammissione solo con le mie capacità e la prima volta non fui ammesso; l’anno successivo passai. Parlando in seguito con i compagni di corso qualcuno più sincero diceva che aveva avuto una spintarella. Tornando a mia figlia: grazie a un personaggio influente fu accettata.
Posso solo aggiungere che egli non ha fatto una brutta figura: la ragazza si è laureata nei 5 anni e con il massimo dei voti.
E la prima cosa che ho fatto appena ho potuto è stato rispondere a questa lettera, in questo modo:
A proposito della lettera di Bianco che confessa la raccomandazione di sua figlia… Mi vengono spontanee due domande: per essersi laureata con il massimo dei voti tua figlia è stata raccomandata un’altra volta (sospetto di sì…)? E ammesso che tua figlia si sia laureata con il massimo dei voti senza aiuti, vista la bravura che bisogno aveva di essere raccomandata? Ah, dimenticavo: puoi far raccomandare anche me?ù
La frase che più mi stupisce della lettera del signor Bianco è l’ultima frase: “egli non ha fatto una brutta figura: la ragazza si è laureata nei 5 anni e con il massimo dei voti.” Già.
Perchè se avesse raccomandato una che non si fosse laureata con il massimo dei voti avrebbe fatto una figura di merda, vero? Oppure la figura di merda l’ha fatta raccomandando una persona?
Tags: metro
Il rispetto delle idee degli altri
Feb 12, 2009 Attualità, Serietà
A maggio Metro (uno dei quotidiani gratuiti distribuiti a Milano) aveva pubblicato una mia mail, e ieri c’è stato il bis.
Sono completamente d’accordo sul fatto che milioni di persone esprimano la propria idea sul caso di Eluana, ma mi piacerebbe anche che vengano rispettati gli altri e le loro idee.
Mi riferisco al signor Luciano che su metro di mercoledì 11 febbraio vorrebbe che sua “santità” non si intromettesse negli “affari interni di uno stato laico”. Il Papa ha semplicemente espresso la sua opinione, ovvero che ad una persona viva (perchè Eluana era viva, e il suo essere viva va distinto dalle sue condizioni di vita) venisse concesso il diritto all’alimentazione ed all’idratazione; perchè è giusto e doveroso che la Chiesa difenda la Vita in ogni sua forma. Mi chiedo: perchè non ha espresso un giudizio su quanto detto lunedì dal portavoce del ministro degli esteri cinese??? Ah già, forse perchè la cosa non lo tocca direttamente come attaccare la Chiesa o il “cavaliere”… Perchè in ogni cosa che fa il premier deve esserci sempre un tornaconto… Vogliamo smettere una buona volta di trovare da dire a tutto e a tutti quando non la pensano come noi e accettare che altre persone possono (e devono!) avere idee diverse dalla nostra???
Come credo si capisca da quello che ho scritto, il pretesto me l’ha dato il signor Luciano, secondo il quale sua “santità” non dovrebbe intromettersi negli affari interni di uno stato laico.
Se però l’andazzo è questo, ovvero che bisogna criticare e andare contro a tutti quelli che la pensano in maniera diversa dalla nostra credo proprio che stiamo prendendo la strada sbagliata…
Io posso non condividere l’idea di un’altra persona, ma la rispetto, perchè è giusto che una persona possa pensarla in maniera diversa da come la vedo io!!
Detto questo, una piccola parentesi sul fatto che lunedì quasi 8 milioni di persone hanno seguito il Grande Fratello (tra i quali il sottoscritto): personalmente ne avevo le palle strapiene di sentire parlare di quella povera ragazza; un conto è fare uno speciale se non se ne è mai parlato, ma un altro conto è fare uno speciale dopo che da tre settimane giornali e TG hanno continuato a martellarci con questa storia…
Dio c’è, bisogna solo cercarlo
May 7, 2008 Attualità, Serietà
Con questo titolo è stata pubblicata questa mattina su Metro di Milano una mia lettera in risposta ad un commento di ieri. Questo è il testo:
Vorrei rispondere alla lettera di Johnny83, secondo il quale “La tragedia di Amstetten è il fallimento di un Dio che per se stesso ha scelto un martirio di ore, per le sue creature un martirio di decenni”.
Non mi sembra che quel folle genitore fosse un fanatico religioso, e non mi sembra nemmeno che abbia rilasciato dichiarazioni del tipo “Me l’ha ordinato il Signore!”
Quindi smettila di dire idiozie: se non credi nel Signore mi sta bene, ma per favore evita di dire che il cristianesimo è morto soltanto perché c’è gente malata di mente nel mondo che commette crimini atroci.Il Signore c’è, è presente in mezzo a noi in ogni piccola cosa, basta solo saperlo (e volerlo) trovare!
Per chi non lo sapesse (io il collegamento l’ho fatto solo in seguito) Amsetten è il paese austriaco nel quale quel pazzo furioso di 70 anni ha tenuto segregata in cantina la figlia e per 25 anni ha abusato di lei, facendole partorire 7 figli…
Non è mia abitudine rispondere alle lettere di altre persone, ma quando mi sono ricordato cos’era la tragedia di Amsetten si è accesa una miccia che non sono stato in grado di spegnere: quell’affermazione mi ha proprio dato particolarmente fastidio…
Secondo voi l’affermazione di Johnny83 è giusta o sbagliata?
LINK VARI
- Il sito di Metro, quotidiano gratuito
- La pagina del giornale con la mia lettera (.pdf)