Tempo

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via.

Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Grazie di tutto

E così te ne sei andato, in silenzio come quando sei arrivato, ormai 6 anni fa.

Eri un perfetto sconosciuto, a tal punto che quando mi sono presentato ti ho dato del lei, e tu, già subito, con quello che è sempre stato il tuo carattere, mi hai preso in giro, dicendomi di darti del tu.
Con il passare dei giorni e dei mesi hai saputo fare cose enormi, per me e per tutti. Che lo accettino o meno, di sicuro hai fatto tanto anche a chi ti ha voluto male, a chi ti ha sparlato dietro solo per il gusto di farlo, a chi ti ha insultato e a chi non ti ha mai ascoltato. Ma i fatti parlano da soli, e sicuramente, con il tempo necessario, tutto porterà i suoi frutti.

Ricordo ancora la prima uscita al cinema tutti insieme, al cinema quando, ancora mezzi sconosciuti cihai proposto di andare a Parigi per capodanno!!! Una cosa del genere non si era mai vista… E noi, presi dall’entusiasmo, subito siamo corsi a casa a raccontare la tua proposta…

Poi con il tempo qualcuno ha abbandonato la compagnia, ma tu hai sempre sostenuto che l’Oratorio dev’essere un punto di partenza, e non di arrivo: si prende il necessario per vivere bene e poi si lascia… Perchè la vita è anche altro: è amici, è famiglia ed è amore.

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The thin line between life and death

E così un giorno ci sei ed il giorno dopo non ci sei più. E magari chi ti ha incontrato il giorno prima e voleva salutarti o dirti una cosa ma non ha fatto in tempo resterà per sempre con il rimpianto di non aver parlato quando ne aveva l’occasione…

E’ un po’ come vivere sul filo di un rasoio… Sei in bilico, non puoi permetterti sbagli, perchè anche il più piccolo errore può avere conseguenze catastrofiche…

Peccato che, a volte, anche se facciamo tutto come si deve, non abbiamo calcolato il “fattore esterno”… Non ci siamo solo noi, ma anche altre persone: è un po’ una specie di effetto farfalla, dove una minima cosa può avere effetti devastanti, può arrivare perfino a spezzare una vita e una famiglia…

Quando poi si sente in televisione di incidenti improvvisi, di tragedie assurde o cose simili non ci si rende bene conto di ciò che è successo, perchè non si è coinvolti… Ma quando viene intaccata la propria sfera personale è tutta un’altra storia! E allora uno inizia a farsi mille domande, a chiedersi perchè, come, quando, dove, cosa è andato storto, cosa uno ha sbagliato, che è stato un caso e così via fino, a volte, a rovinarsi la vita perchè non si ha più voglia di vivere, perchè non si riesce a dare una risposta alle domande di prima…

Ma, forse, la risposta più semplice è che una risposta non c’è… Perchè il caso non esiste, perchè dobbiamo farcene una ragione, in quanto doveva andare così, era già tutto scritto… E quindi si va avanti, anche se niente è ormai più come prima, anche se c’è una persona in meno vicino a noi, anche se non avremo più qualcuno con cui parlare, con cui dormire insieme, con cui cenare o, più semplicemente, con cui vivere la propria vita

Anche se mi piace pensare che, probabilmente, abbiamo “guadagnato” un angelo custode…

Riassunto di 3 anni

All’inizio eravamo in quattro. Poi per un breve periodo siamo rimasti in tre. Poi di nuovo in quattro. E, fosse per me, resterei per sempre così.

Tutto ha avuto inizio 3 anni fa, in contemporanea con l’inizio della mia carriera universitaria. E’ palloso andare avanti e indietro tutti i giorni e farsi 4 ore di treno per andare a Milano, e così mi sono ritrovato in un appartamento con due sconosciuti, perchè uno, Simone, lo conoscevo già.

Un “tentativo di convivenza” in un appartamento che si è rivelato qualcosa di divertente, serio, simpatico, teso, allegro, triste, caotico… C’è stato di tutto.

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Bei tempi quelli…

Qualche mese fa mi è arrivata una mail molto nostalgica, che mi ha fatto pensare alla mia gioventù, alla mia infanzia, a quando ero piccolo e d’estate mi divertivo con i miei amici a giocare a pallone nel cortile fino alle 10.30…
Quante cose belle che mi sono successe da piccolo! Quanti momenti che purtroppo non torneranno più…
A partire dagli interminabili pomeriggi passati a guardare cartoni seri e belli su Bim Bum Bam! E ai tempi si che erano puntuali: ogni mezz’ora un cartone, lo stesso cartone per quasi un mese, e poi ti avvisavano che sarebbe cambiato… Mica come adesso che non si sa a che ora iniziano e non sai cosa ti trovi… Quando guardavo Holly & Benji prima di andare a fare l’allenamento di calcio perchè mi esaltavo…

Tante cose che a pensarci adesso mi fanno venire un po’ di nostalgia dei bei tempi: non solo perchè mi ricordano la mia infanzia, quanto perchè i bambini di oggi non credo che stiano vivendo come abbiamo vissuto noi dieci anni fa… Una volta che non c’era il cellulare, mentre adesso i bambini di nove anni hanno il telefono nuovo da 300€… Il mio primo telefonino è stato un motorola di terza mano (e per fortuna che prima mio padre e poi i miei fratelli l’hanno cambiato, altrimenti mica ce l’avevo!), quello che ho sempre chiamato cabina telefonica perchè era enorme e aveva quelle suonerie e quelle erano… E il T9 non esisteva ancora…

Purtroppo il tempo passa in fretta, così come alcune cose che ci passano sotto il naso senza che ce ne accorgiamo…

Va beh! Vi lascio al contenuto della mail (che non ho pubblicato tutta, solo i punti che mi hanno interessato direttamente)

Buon ricordo!

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